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FINALE DI #XF2020, I 4 CONCORRENTI

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Una finale di xFactor assolutamente atipica quella che giovedí prossimo, 10 dicembre, annuncerà il vincitore di questa edizione. Forse per la prima volta dalla sua nascita, la qualità canora dei quattro concorrenti finalisti risulta messa in secondo piano rispetto all’aspetto estetico, caratteriale, teatrale inscenato da Blind, Little Pieces of Marmelade, Casadilego e N.A.I.P. nel loro rispettivo percorso affrontato.

BLIND  –   È stata la scommessa di Emma. Vinta, senza dubbio. Basta considerare gli ascolti in streaming che il giovanotto della periferia milanese è riuscito ad accaparrare, ben 7 milioni. Il suo singolo “Cuore nero” ha fatto breccia. Franco, questo il suo vero nome, ha talento e l’ha dimostrato: partito “cucciolotto” come il suo giudice Emma l’ha definito sin dalle Audition, è diventato uomo. Personalità, estro, empatia sul palco sono doti maturate in questi lunghi giorni all’interno del talent. Sulla voce, però, preferiamo glissare.

LITTLE PIECES OF MARMELADE  –  Il gruppo rock di Manuel Agnelli approda in finale. In maniera, se vogliamo, sorprendente, inaspettata. È singolare come il loro rock moderno, potente e pesante, abbia saputo imporsi all’interno di un talent che per la prima volta nella storia annovera in finale questo tipo di sound. Bellissima l’affinità musicale che contraddistingue Daniele e Frankie ma anche la capacità assurda di saper infilare una voce interessante tra una picchiata di rullo e una di pedale.

CASADILEGO  –  Dovrebbe, e lo dico sottovoce, essere la vincitrice di questa edizione. A mani basse. Almeno, se vogliamo considerare l’etimologia del termine “xFactor”: una voce suadente, mielosa, capace alle Audition di far piangere un giudice “freddo” come Manuel Agnelli e, puntata dopo puntata, di mettere d’accordo tutti all’unanime opinione: “questa è un talento”. Tuttavia, ci permettiamo di riservare dubbi riguardo l’appeal che – a questo punto – la sua musica trasmette: dietro alla sua voce incredibile, c’è un sound molto tradizionale, semplice, scarno di suoni e di modernità. Gli altri concorrenti, sotto questo aspetto, sono più originali.

N.A.I.P.  –   Chissà chi e quanti avrebbero puntato un 1€ sul suo approdo in finale. Michelangelo è il concorrente forse più stravagante di tutte e quante le edizioni di xFactor. Combina la parte cabarettistica e teatrale a suoni elettronici e “moderni”, seppur molto classici, ma la parte più interessante è l’emotività che la sua voce ha saputo esprimere. Un timbro molto basso, forte e potente, ma emotivo. Nessuna dote eccelsa, per carità, ma la combinazione di tutti gli aspetti di N.A.I.P. – voce, stile, atteggiamento, personalità, empatia – fanno di lui davvero l’elemento più bizzarro e imprevedibile di sempre. 

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