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Arriva la batteria “eterna” grazie alle scorie radioattive

batteria-nanodiamanti-dettaglio

Quale problema accomuna smartphone, fotocamere, droni, auto elettriche e molti altri dispositivi alimentati a batteria?

Beh, la risposta viene da se: l’autonomia.
Ogni giorno ci ritroviamo a dover mettere in carica i nostri oggetti elettronici che si scaricano troppo velocemente.

Pare però si stia pian piano arrivando ad una svolta:

Il nome in codice è Nano-diamanti radioattivi, sembra fantascienza e invece è realtà: la grafite radioattiva, dopo essere stata a contatto con l’uranio, viene trasformata in diamanti sintetici.
Questi ultimi diventano la “benzina” per alimentare queste nuove batterie.

Una scoperta rivoluzionaria quella della società statunitense NDB (Nano Diamond Battery) che ha come obiettivo il reinventare l’elettricità, per liberare il mondo dai combustibili fossili entro il 2040.

Batteria nano-diamanti

Le batterie a base di nano-diamanti radioattive saranno rese sicure grazie a una corazza anti-radiazioni in diamante e potranno durare fino a 28mila anni per piccoli dispositivi elettronici, 9 anni per smartphone e circa 90 per i veicoli elettrici.

La tradizionali batterie elettriche agli ioni di litio potranno così dire addio al cobalto
(e anche al litio), aprendo le porte ai nano-diamanti radioattivi, ma non solo, le batterie del prossimo futuro saranno anche a base di sabbia, grazie all’alto contenuto di silicio. Oppure a base di vetro e sodio, grazie all’intuizione del chimico 98enne John Bannister Goodenough, premio Nobel per la chimica nel 2019.

Una parte molto interessante e di grosso impatto ambientale sta nel fatto che con ogni probabilità queste batterie saranno ri-utilizzabili, potranno passare quindi di dispositivo in dispositivo, di conseguenza ci sarebbero meno sprechi per il nostro pianeta.

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