Internet è il quarto posto al mondo dove si produce più CO2. Lo sapevi?

Di Giuseppe Izzo

In un’epoca in cui il nostro pianeta risente delle azioni sconsiderate e distruttive dell’uomo, ogni piccola azione e accorgimento può contribuire a raggiungere il cambiamento. Il concetto vale anche per i luoghi non fisici, come il world wide web, che possono rivelarsi fondamentali per la lotta all’inquinamento, ma allo stesso tempo pericolosi. Parliamo del rapporto CO2-internet.

La rete è una risorsa fondamentale per evitare l’eccessivo consumo di materie prime, come la carta, e per agevolare la comunicazione tra luoghi molto distanti. I vantaggi portati dall’avvento e dall’evoluzione di questo strumento sono innegabili, ma bisogna valutare anche i lati negativi. Fermandoci a riflettere sui costi da pagare per utilizzare un tale tipo di servizio, però, si potrebbero scoprire cose non molto ovvie.

Sembra impossibile ma attualmente Internet è il quarto “luogo” al mondo per le emissioni di CO2. Il podio è occupato da Usa, Cina e India. Ogni piccola azione che facciamo in rete, sebbene possa sembrarci insignificante, comporta un consumo energetico. Se utilizziamo in modo sconsiderato questa risorsa, quindi, potrebbe rivelarsi molto dannosa per l’ambiente. A tal proposito AvantGrade, un’agenzia che si occupa di digital marketing, ha progettato lo strumento Karma Metrix per misurare le emissioni, stilando anche una lista di comportamenti responsabili da assumere.

CO2 e Internet, quanto inquiniamo online?

Ogni pagina web produce una piccola quantità di anidride carbonica per svolgere le proprie funzioni. Possiamo servirci del tool Karma Metrix per tenere d’occhio quanto inquinano le pagine web che visitiamo. La valutazione viene fatta tenendo conto di 23 fattori, comparati alla mediana mondiale.

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Questo strumento, utile per inquadrare l’impatto ambientale dei siti web, è un’ottima risorsa anche per le aziende, che potranno prestare più attenzione all’ecosostenibilità del proprio sito. In media, produciamo 7 grammi di anidride carbonica per ogni ricerca che facciamo. Essendo a conoscenza di queste statistiche, con uno sforzo combinato tra aziende e clienti, si può ridurre l’impatto ambientale delle nostre azioni.

Quali sono gli accorgimenti da prendere?

Per migliorare la situazione attuale basterebbe fare un po’ di attenzione riguardo le azioni quotidiane, limitando l’utilizzo di servizi di streaming, e-mail e contenuti digitali. Possiamo, tra le tante cose, eliminare messaggi e foto che non ci servono o app che non usiamo.

In questo periodo di pandemia, ad esempio, l’attività sui social e lo smartworking sono aumentati di molto. Iniziamo proprio da qui, allora. Utilizziamo piattaforme apposite al trasferimento di file pesanti. Spegniamo la webcam quando non c’è bisogno di contatto visivo. Non inviamo tante foto, molte delle quali inutili. Non lasciamo la scheda aperta dopo una ricerca. Azioni tanto banali quanto decisive.

L’impatto ambientale derivato dall’utilizzo di Internet è ancora molto sottovalutato rispetto alle principali fonti di inquinamento. Solo raggiungendo la completa consapevolezza del rischio che corriamo si arriverà alla fase del cambiamento. Possiamo solo sperare che questo avvenga al più presto, come sta già succedendo per molti settori, da quello della moda a quello della mobilità e dell’edilizia.

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