Il nuovo centro per lo scambio culturale tra Italia e Cina

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Nel XIII secolo Marco Polo arrivò a Chengdu, una delle tappe più importanti del suo viaggio in Oriente. Proprio qui si trova oggi il nuovo centro culturale dedicato al rapporto secolare tra Italia e Cina progettato dagli aoe architects. Un’architettura che prende a piene mani dagli antichi archi e cupole romane, composta da una serie di piazze circolari versatili, utili per ospitare mostre, eventi, riunioni, catering.

Tra Italia e Cina c’è un’architettura connessa alla natura

L’effetto pietra non poteva mancare, ma è il bianco la tonalità che predomina. L’alternanza materica, unita all’utilizzo del vetro, crea maggiore leggerezza e permeabilità, la quale consente all’architettura e alla natura di unirsi. Un effetto enfatizzato dalle facciate sinuose e dalle pareti curve che tendono ad “abbracciare” letteralmente il paesaggio circostante.

Il design del centro per lo scambio culturale tra Italia e Cina rispetta l’ambiente esistente e utilizza strumenti come vetri basso emissivi, legno locale e tetti verdi per ridurre il consumo energetico dell’edificio e raggiugere l’obiettivo di un’edilizia sostenibile. La connessione con la natura si rivela anche nelle altezze sfalsate che permettono ai visitatori di visualizzare diversi scenari paesaggistici.

Gli interni

L’interno del centro per lo scambio culturale tra Italia e Cina è uno spazio dinamico strutturato attraverso dieci muri circolari di diverse dimensioni. La luminosità degli ambienti è dovuta sia al colore bianco delle pareti sia ai lucernari – circolari anch’essi – che indicano la via al visitatore.

Fatta eccezione per i muri rotondi, le altre chiusure verticali con l’esterno sono tutte in vetro. Ne deriva un’incorporazione del paesaggio esterno verso l’interno, che accoglie il paesaggio naturale come parte delle mostre organizzate.

La forza del cerchio

Le pareti curve danno origine a due forme spaziali: la corte chiusa e la piazza aperta. Le piazze semicircolari aperte verso l’esterno si dividono in tre: la piazza d’ingresso, la cosiddetta “piazza italiana” – la più grande – e il teatro outdoor, che si proietta nella natura verso nord-ovest. Ognuna di esse presenta un tipico elemento dell’architettura italiana: la prima la fontana, la seconda gli archi e la terza le colonne.

I due spazi circolari chiusi, invece, sono concepiti come una sala riunioni e una sala multifunzionale, entrambe disposte intorno alla lobby principale. Giocando sulla permeabilità delle pareti, è stata definita l’illuminazione degli spazi: maggiore per la prima e minore per la seconda. Le rimanenti cinque pareti semicircolari esterne sono immerse nel verde, rivolte verso la natura.

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Italia e Cina, da occidente a oriente

Il visitatore che attraversa il frontone della “piazza italiana” e sale la scala curva adiacente arriva al giardino pensile. Da qui è ben visibile il corridoio sinuoso che attraverso la vegetazione si fa strada verso est.

A oriente rispetto alla “piazza italiana”, infatti, si trova la “sala della cultura cinese”, raggiungibile camminando lungo una promenade arcata o attraversando un percorso di giada bianca cinese sopra uno stagno. Le strade simboleggiano le due Vie della Seta tra Oriente e Occidente, sulla terra e sull’acqua.

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LA SCHEDA

Progetto: Sino-Italian Cultural Exchange City Reception Center
Luogo: Chengdu, Cina
Progettista: aoe architects
Superficie: 18.000 mq
Fine lavori: 2021
Crediti fotografici: © Arch-exist Photography e © aoe (per i disegni)

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