The Helix di Amazon, l’ultima svolta dei grattacieli a spirale

Di Giacomo Casarin

C’è una nuova spirale all’orizzonte. L’ultimo dei grattacieli dall’ormai diffusa forma tortile risponde all’appello con il nome di The Helix. Non molto originale, ma nella realtà potrebbe diventare una vera e propria icona dell’architettura contemporanea.

Si tratta del nuovo headquarters di Amazon, che sarà situato all’interno di un vasto complesso di uffici ad Arlington, in Virginia. Il moderno grattacielo funzionerà come una passeggiata verde per dipendenti e turisti del fine settimana. È già il secondo progetto di Amazon (dopo la sede di Seattle) che segue il concetto della biofilia, secondo cui gli esseri umani hanno un innato bisogno di vivere vicini alla natura.

I progettisti del complesso, NBBJ Architects, affermano di aver tratto ispirazione dalla geometria della molecola del Dna, dalla Via Lattea, dalle pigne e dalle conchiglie. The Helix riprende un modello già visto nella storia dell’architettura. I grattacieli a spirale, infatti, non sono una novità: esistono da ancora prima che si scoprisse la struttura a elica della molecola di Dna.

Ma cosa sono i grattacieli a spirale?

Un grattacielo a spirale è un edificio che ruota man mano che si alza. E quale esempio migliore se non la Torre di Babele? Spesso, infatti, viene rappresentata come un enorme vortice che si innalza verso il cielo (come nella raffigurazione di Gustave Doré). Secondo la Genesi, quello che è difatti il primo grattacielo del mondo fu costruito in mattoni sul fiume Eufrate, in Mesopotamia, con l’intenzione di arrivare a Dio. Ma Dio non era dell’idea e sconvolse il piano dei comuni mortali. Viene da chiedersi quale sia il vero limite di altezza che l’uomo può raggiungere con i suoi grattacieli.

grattacielo spirale babele
Raffigurazione della Torre di Babele da parte di Gustave Doré

Sempre in ambito religioso, un altro esempio di torre a spirale è il Malwiya, il minareto dell’ormai distrutta Grande Moschea di Samarra, in Iraq, che all’epoca era la più grande moschea del mondo. Tra le strutture più significative dell’architettura islamica, il Malwiya è raffigurato sul retro della banconota da 250 dinari iracheni.

minareto a spirale
Malwiya, minareto della Grande Moschea di Samarra in Iraq

Infine, è doveroso citare tra gli esempi più noti di grattacieli a spirale della storia la torre proposta dall’artista-architetto russo Vladimir Tatlin nel 1919. Concepita come risposta alla Tour Eiffel, doveva essere il fulcro dell’amministrazione comunista a San Pietroburgo. Mai realizzata, la Tatlin’s Tower si studia sui libri di architettura e possiede il merito di aver ispirato diversi artisti contemporanei.

Modello della Tatlin’s Tower

Grattacieli moderni

Oggi le città contemporanee si sono innamorate dei grattacieli e una forma tortuosa può spezzare la monotonia della superficie in vetro. Ma non solo, perché un volume aerodinamico curvo aiuta la struttura a resistere alle forze orizzontali del vento.

La prima torre moderna torcente al mondo è stata quella realizzata nel 2005 dall’architetto spagnolo Santiago Calatrava a Malmo, in Svezia. Si chiama Turning Torso ed è un grattacielo residenziale caratterizzato da un esoscheletro in acciaio bianco che fornisce resistenza al vento. Ad oggi, però è la Shanghai Tower a detenere il record di grattacielo a spirale più alto del mondo, con i suoi 632 metri.

Sul tema edifici a spirale, però, non si può non citare quello più fotografato al mondo, ovvero il Guggenheim Museum di Frank Lloyd Wright a New York. Non proprio un grattacielo, anche perché la sua caratteristica principale è quella di allargarsi verso l’alto. Una spirale al contrario, quindi, rispetto agli esempi già descritti.

L’ascesa dei boschi verticali

The Helix di Amazon evoca anche una tendenza architettonica recente: il bosco verticale. Tutto nasce con Stefano Boeri a Milano nel 2014, con un edificio simbolo destinato a essere esportato nel mondo. Infatti, l’architetto nostrano è impegnato a erigere foreste verticali in diverse città, per generare un antidoto all’inquinamento dei centri urbani.

Il belga Vincent Callebaut ci ha aggiunto la forma a elica. Il suo edificio progettato a Taiwan, in Cina, coniuga la presenza del verde alla struttura a spirale.
La facciata, il tetto e i balconi della torre contengono 23mila alberi e arbusti, progettati per assorbire 130 tonnellate di anidride carbonica all’anno, ovvero l’equivalente di emissione di circa 27 automobili.

Torre tortile a Taiwan, in Cina

The Helix di Amazon prende spunto da questi modelli e propone un esempio di architettura verde che diventa anche spazio pubblico, il grande escluso dei progetti precedenti. Ci sarà una piazza, un parco dedicato ai cani, negozi e ristoranti, con parcheggi per 950 biciclette. L’investimento complessivo è pari a 2,5 miliardi di dollari e il complesso di uffici dovrebbe essere completato entro il 2025.

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The Helix di Amazon

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