Woven city, la città del futuro (targata Toyota)

Woven City Toyota

Woven City, il prototipo di smart city che riesce a integrare e trovare un perfetto equilibrio tra tecnologia e natura. La città, ideata da Toyota, è stata progettata dallo studio di architetti BIG e sarò costruita in Giappone, più precisamente a Susono, a qualche decina di chilometri dal Monte Fuji.

A partire dal movimento Garden City, prima, e da quello New Town, poi, l’umanità ha iniziato a sentire la necessità di costruire città green, delle mini metropoli che connettano virtuosamente tecnologia, uomo e natura. Sulla falsariga di queste correnti, sono nati parecchi piccoli comuni autosufficienti, soprattutto dopo il secondo conflitto mondiale, “approfittando” della fase di ricostruzione.

Secondo i dati raccolti dalle Nazioni Unite, è probabile che entro il 2050 si avrà una concentrazione della popolazione mondiale nei centri urbani del 68%. Più di 2,5 miliardi di persone, quindi, si trasferiranno nelle metropoli, soprattutto in Asia e Africa. Questo trend, di rimbalzo, genera l’esigenza di migliorare le città, sia tecnologicamente sia dal punto di vista della tutela ambientale, cercando di raggiungere un equilibrio.

Come nasce il progetto Woven City?

L’idea nasce in seguito al terremoto, verificatosi nel 2011, che interessò gran parte del Giappone orientale. Si è pensato quindi di creare da capo una nuova città, per aiutare la popolazione locale in difficoltà e, al contempo, per sviluppare nuove tecnologie.

Woven city è ovviamente eco-friendly, completamente alimentata grazie ad energia rinnovabile, soprattutto con l’idrogeno. Inoltre, qui la mobilità sarà sostenibile, le case smart e forti dell’intelligenza artificiale, e si sperimenteranno sistemi di guida autonoma.

Già il nome Woven, ovvero “intrecciata/o”, facendo riferimento alle origini della Toyota in campo tessile, richiama all’intreccio tra uomo, tecnologia e natura raggiunto nella città. Woven City, nascendo come una sorta di città-laboratorio, è un ottimo campo di prova per nuove tecnologie CASE (Connected, Autonomous, Shared, Electrified), integrate nella vita delle persone.

Bisognerà, tuttavia, rimodellare la società intorno alle innovazioni e al modello proposto dalla smart city, apportando continue modifiche e migliorie. Per la mobilità, ad esempio, abbiamo un nuovo modello di mezzi di trasporto a guida autonoma. In questo caso si tratta di un e-Pallete, in grado di trasportare circa 20 persone, che fornirà un servizio alla città.

Come sarà organizzata la smart city di Toyota?

L’incarico di rendere Woven City realtà spetta a Bjarke Ingels, noto architetto danese. Per lo studio di cui fa parte, un progetto simile non è comunque un’assoluta novità.

Come già detto, tutta l’esperienza all’interno della Woven city si basa sulla volontà di migliorare la vita delle persone nelle città. Per fare ciò, è necessario sviluppare nuove tecnologie e migliorare quelle già esistenti. E quale occasione migliore di questa smart city?

Un intero ecosistema, composto da persone, strutture e mezzi, gestito e collegato attraverso un grande sistema di IA e robotica; l’utilizzo di queste tecnologie fornisce un grande aiuto alle persone nella loro quotidianità. Anche le persone affette da disabilità sarebbero facilitate in molte attività grazie all’integrazione di sistemi domotici e sensori per il monitoraggio della salute degli inquilini.

Essendo pensata per essere una smart city a impatto zero, anche i materiali utilizzati devono essere ecosostenibili. Si è optato per il legno, in modo da limitare al massimo le emissioni, forti della lunga tradizione nella lavorazione del legno giapponese. Con questa scelta si ha un intreccio tra la tradizione artigianale e la produzione automatizzata, e uno scambio reciproco di influenze.

Per le fonti di energia green, invece, ci saranno dei pannelli fotovoltaici sui tetti delle strutture e celle a combustibile a idrogeno. Non mancheranno poi spazi dedicati alla natura come parchi cittadini. Nel sottosuolo, invece, ci saranno dei sistemi di stoccaggio dell’idrogeno e per la depurazione e il riciclo dell’acqua.

La città sarà strutturata in ”unità di base”, di una grandezza di circa 150 x 150 metri, attraversate da tre strade ad intreccio, sia sopra che sottoterra. In ogni unità ci sarà anche un luogo per favorire le interazioni sociali, come unaa piazza o un parchetto. I lavori dovrebbero terminare in circa cinque anni, ma lo sviluppo, sia sociale sia tecnologico, continuerà ininterrotto.

Chi abiterà a Woven city?

All’inizio ci saranno solo 360 abitanti a Woven city, per la gran parte si tratterà di famiglie con bambini piccoli o anziani, ma anche alcuni addetti ai lavori. Con i progressi del progetto, poi, si passerà a oltre 2.000 persone, compresi i dipendenti della Toyota.

Se la smart city dovesse rivelarsi un successo, è già in progetto di estendere questo modello ed esportarlo anche in altre aree del mondo.

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