Nuovo record per il teletrasporto quantistico su lunghe distanze: ecco perché è una notizia

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Il 2021 per il mondo della fisica sembra essere iniziato bene. È stato infatti stabilito un nuovo record per il teletrasporto quantistico su grandi distanze.

A raggiungere l’obbiettivo è un team misto, che ha visto la partecipazione della Nasa e dei ricercatori del Fermilab e del Caltech: unendo gli sforzi, gli scenziati sono riusciti nell’impresa di traferire, ad una velocità superiore a quella della luce, dei qubit su due sistemi in due laboratori differenti posti a 43,5 chilometri di distanza. Il Qubit, contrazione di quantum bit, è l’unità di misura delle informazioni quantistiche.

A riportare la notizia è stata la rivista PRX Quantum, dell’American Physical Society, che ha descritto minuziosamente i dettagli del processo.
La riuscita di questo test ha posto le basi per una nuova generazione di trasferimento di unità di informazione. Il punto di forza di questo sistema sta nella velocità con cui avvengono gli scambi di dati e nella sua sicurezza. Ciò è possibile grazie all’utilizzo dell’entanglement, un fenomeno secondo il quale due particelle collegate tra loro permettono di condividere i qubit in modo praticamente istantaneo, in tutte le unità collegate alla rete.

Il sistema è comunque ancora in fase di sviluppo e ci sono ovviamente alcuni aspetti da migliorare, come ad esempio la sensibilità alle interferenze di tipo ambientale che potrebbero ridurre l’efficienza delle trasmissioni. Saranno necessari molti altri test e conferme per il progetto di teletrasporto quantistico sulle long disances, che tuttavia sembra promettere molto bene.

Una rete quantistica a pieno regime potrebbe garantire una velocità strabiliante di calcolo e trasmissione dei dati, addirittura 100 trilioni di volte in più rispetto ai supercomputer attualmente esistenti.

Google già dal 2019 utilizza un computer quantistico per catalogare e criptare tutti i dati raccolti; questa funzione, che utilizzando le migliori apparecchiature “tradizionali” impiegherebbe circa 10mila anni, viene svolta in soli 10 minuti e 30 secondi.

Se le ricerche dovessero condurre ai risultati sperati ci troveremmo sicuramente davanti ad una rivoluzione di proporzioni colossali nel mondo delle comunicazioni web. Sarà solo il tempo, però, a confermare o smentire le previsioni attuali.

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