Si chiama Fugaku ed è il supercomputer capace di prevedere gli tsunami

supercomputer Fugaku

Il Giappone è da sempre uno dei territori più colpiti da terremoti e tsunami, calamità naturali di vasta portata che spesso hanno portato a numerose vittime e ingenti danni.

Col passare del tempo e con tecnologie sempre più all’avanguardia, il problema dei terremoti sembra essere stato arginato quasi del tutto, come testimoniano gli imponenti grattacieli che svettano nel paesaggio delle metropoli giapponesi.

Gli tsunami, invece, restano ancora uno dei fattori di maggior pericolo per la vita dei cittadini nipponici, sensazione amplificata dal ricordo dello tsunami del marzo 2011. Ma ora, grazie al supercomputer Fugaku, le cose stanno per cambiare. Anzi, sono già cambiate.

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Un video a 360 gradi molto interessante che mostra il supercomputer Fugaku

Dopo molti anni di ricerca, si è raggiunta una svolta significativa per la prevenzione e gestione degli tsunami. Questo grazie al lavoro combinato del Research Institute of Disaster Science della Tohoku University, l’Earthquake Research Institute dell’Università di Tokyo e i Fujitsu Laboratories. Le tre istituzioni hanno elaborato un’intelligenza artificiale che si serve della potenza e velocità di calcolo del supercomputer Fugaku

L’importanza di una rete di osservazione degli tsunami più efficiente e di un monitoraggio più fitto e attento è subito emersa, permettendo la messa in pratica di interventi mirati.

Sono stati inoltre mappati i fondali dell’Oceano Pacifico, in modo da poter elaborare i calcoli su un quantitativo di dati maggiore. 

Solitamente le previsioni degli tsunami costieri avvengono mettendo a confronto i dati registrati nel momento della calamità naturale con quelli registrati in passato in occasioni analoghe, o mediante simulazioni virtuali. In entrambi i casi la potenza di calcolo necessaria è molto elevata, al punto da richiedere l’utilizzo di alcuni dei supercomputer più performanti del mondo. Nel caso del Giappone parliamo appunto del Fugaku, il supercomputer della nipponica Fujitsu, che attualmente è il migliore al mondo.

supercomputer Fugaku

Questo supercomputer è frutto del lavoro della Tohoku University e della University of Tokyo, supervisionati dall’Organizzazione di ricerca per la scienza e la tecnologia dell’informazione. Grazie a questo capolavoro della tecnologia è possibile anticipare le inondazioni causate dagli tsunami.

La fase di progettazione e sviluppo del supercomputer Fugaku ha richiesto ben sette anni e oltre un miliardo di dollari. La sede è al Riken Center for Computational Service, a Kobe.
La prima accensione ufficiale è avvenuta da pochi giorni.

Come è composto il supercomputer Fugaku

I server che compongono questo supercomputer sono 158.976 microprocessori Fujitsu A64FX, coordinati nelle funzioni da un sistema proprietario. La sua capacità di calcolo è pari a 442 milioni di miliardi di operazioni al secondo, una quantità che ammonta al triplo del secondo supercomputer al mondo, il Summit di IBM. Questo secondo posto, tra l’alro, sarà ben presto occupato da un apparecchio italiano, ovvero il Leonardo Da Vinci-1, che verrà inaugurato al Tecnopolo di Bologna. 

L’intelligenza artificiale sviluppata insieme al Fugaku permette di analizzare e registrare i dati sulla forma d’onda in arrivo, valutando il punto di impatto con la costa e il conseguente allagamento delle aree limitrofe. Inoltre, si potrà simulare anche il danno che subiranno i singoli edifici interessati. Il programma di intelligenza artificiale, costantemente migliorato dal Fugaku, sarà utilizzabile anche dalle autorità costiere locali su pc comuni. 

Il potenziale del Fugaku sembra essere illimitato. Si pensa già al possibile ampliamento dei dati e delle situazioni da lui analizzate, e allo sviluppo di un eventuale sistema di autoapprendimento. Sul piano internazionale si pensa che, in un periodo più o meno breve, il Fugaku potrà essere impiegato per aiutare Paesi a rischio di tsunami in tutto il pianeta.

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