Koo, il “Twitter indiano” che piace ai governi

Koo

C’è un nuovo rivale per Twitter: è Koo, l’app di microblogging indiana. Ha solo un anno d’età ma conta già milioni di download. Sostenuta dal governo indiano, vanta un valore di oltre 100 milioni di dollari.

La nascita di Koo

Koo è stato creato dagli imprenditori indiani Aprameya Radhakrishna e Mayank Bidwatka a Bangalore, la Silicon Valley dell’India. Radhakrishna non è nuovo agli investimenti di successo nel digital. Ha infatti creato TaxiForSure, un servizio online di prenotazione taxi e la sua società madre gestisce Vokal, la versione indiana di Quora, il sito in cui si fanno domande di ogni tipo. A investire sulla nuova app di microblogging sono stati Blume Ventures, Kalaari Capital e Accel Partners India quando vide la luce. Ma da allora le cose sono cambiate, altri investitori stanno puntando sull’app, grazie anche al pubblico endorsement del Governo di Narendra Modi.

Come funziona Koo

Social Network Koo

Koo si presenta come una versione indiana di Twitter, si può scaricare da pc o smartphone, si leggono e scrivono i tweet in 350 caratteri e utilizzano gli hashtag proprio come per l’uccellino americano. Le lingue utilizzate sono l’inglese ovviamente, e poi l’hindi, il tamil, il telugu, l’assamese e il marathi. L’applicazione permette anche di filtrare i contenuti in base alle lingue utilizzate, funzione molto utile visto che nel Paese si parlano diverse lingue indiane. Inoltre, si possono inoltrare i tweet, chiamati “koos”, a Whatsapp, ad oggi l’applicazione di messaggistica più scaricata in India.

Governo contro Twitter

La crescita dell’ultimo periodo di Koo è da addurre alle controversie tra il Governo e il celebre uccellino blu.
Twitter si è rifiutato di bloccare alcuni account che il Governo riteneva pericolosi, a seguito delle proteste degli agricoltori a Delhi contro la legge agraria. Sono stati “temporaneamente” bloccati solo alcuni, ma altri no, perché “In linea con i nostri principi di difesa della parola protetta e della libertà di espressione – ha dichiarato l’azienda – non abbiamo intrapreso alcuna azione su account costituiti da entità dei media, giornalisti, attivisti e politici“.

Inoltre, visto che l’azienda americana non si conforma alle nuove leggi indiane, il Governo ha perso l’immunità legale per i contenuti twittati dagli utenti indiani. Così, ecco una pioggia di avvisi di garanzia contro Manish Maheshwari, Managing Director di Twitter India e contro alcuni dipendenti. Ma che cosa prevedono le nuove direttive del Governo? La Legge sull’IT 2021 stabilisce che queste piattaforme nominino un responsabile dei reclami che cancelli entro pochi giorni i tweet che il governo ritiene dannosi per la sicurezza o falsi. Secondo Twitter questo è un “attacco alla democrazia”.

Mentre il governo ingaggia una guerra contro il gigante americano, d’altra parte incoraggia i suoi cittadini a unirsi all’applicazione indiana. Ravi Shankar Prasad, ministro delle comunicazioni, ha il suo account Koo con un milione di seguaci. Piyush Goyal, ministro delle ferrovie, ha dichiarato:

“Ora sono su Koo. Connettiti con me su questa piattaforma di micro-blogging indiana per aggiornamenti in tempo reale, emozionanti ed esclusivi”.

Una promozione vera e propria che sta facendo guadagnare a Koo tantissimi iscritti. E le nuove leggi per la censura dei tweet? Koo ha fatto chiarezza tramite uno dei suoi fondatori, Radhakrishna:

“È una piattaforma di libera espressione. Siamo una società registrata in India. Tutto ciò che è illegale nel mondo offline è illegale nel mondo online. Se c’è un problema in ciò che hai scritto nella vita di una o più persone, o se c’è una violenza innescata nel mondo offline a causa di ciò che hai detto, è tutto considerato illegale. Non siamo noi ad agire. C’è un governo eletto. Indipendentemente da chi dirigerà il governo in futuro, sono responsabili del mantenimento dell’armonia nella società”. 

Pur dichiarandosi apolitico, Koo rispetterà le direttive del Governo, a differenza del gigante americano. Un dato piaciuto tanto a Muhammadu Buhari, il Presidente Nigeriano, che, dopo aver bandito Twitter, ora promuove Koo.
Dal 10 Giugno 2021, il governo ha il proprio account ufficiale sull’app di microblogging indiana.

Apolitico o no, Koo sta intercettando i favori dei Paesi che si scontrano con il rivale americano. Ma resisterà nel tempo?

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