2021, anno Internazionale della frutta e della verdura

frutta e verdura aifv 2021

Che faccia bene mangiare frutta e verdura, ormai è assodato da tempo. Diceva l’adagio popolare “Una mela al giorno toglie il medico di torno”, ma quanto siamo preparati davvero in materia? E come ci alimentiamo?

Stando al report Istat del 2020 “Italian Obesity Barometer Report“, sembra proprio che ancora non abbiamo capito come mangiare sano. Infatti un italiano su due è sovrappeso dopo i diciotto anni, e ha problemi di peso un minore su quattro.

La FAO per arginare questo fenomeno ha dichiarato il 2021 “Anno Internazionale della frutta e della verdura“, ma non si è limitata solo a un semplice spot. Ha anche stilato un documento, scaricabile gratuitamente, nel quale sono esaminate anche le problematiche del settore ortofrutticolo, come ridurre gli sprechi e l’approccio olistico all’alimentazione secondo quanto affermato dal direttore generale della FAO Qu Dongyu.

Come aumentare il consumo di frutta e verdura?

“È necessaria un’azione a livello nazionale per aumentare la produzione e il consumo di frutta e verdura e renderli più accessibili economicamente ai consumatori, generando benefici economici, sociali e ambientali in linea con gli obiettivi di sviluppo sostenibile“.

Consiglia la FAO nel suo dossier. Alcuni punti specifici vanno tenuti in considerazione nell’elaborazione di azioni e strategie idonee.

I produttori di frutta e verdura

A coltivare frutta e verdura in tutto il mondo sono di solito piccoli produttori che, tuttavia, non sono sufficienti nei Paesi in via di sviluppo. Vengono generati meno prodotti di quanti ne siano necessari e questo genera problemi a diversi livelli: qualità dei vegetali, affidabilità dei venditori, su tutti.

Uno strumento ormai essenziale anche per la coltivazione è la tecnologia. Questa accompagna tutta la filiera ortofrutticola, migliorandone qualità e resa. Azioni tecnologiche mirate nei Paesi in via di sviluppo aiuterebbero a incrementare la produzione.

Questioni di genere

Il dossier FAO sottolinea come le donne siano protagoniste a tutti i livelli nella catena ortofrutticola, ma incontrando problematiche legate al loro sesso nei Paesi in via di sviluppo soprattutto. Da produttrici hanno difficoltà ad accedere alla terra e ricevere consulenza, da imprenditrici sono svantaggiate nell’ottenimento di finanziamenti per lo sviluppo della loro attività. E infine, se lavorano la terra, si presenta il problema del gender gap, per cui non ricevono lo stesso compenso dei colleghi uomini.

Un vuoto politico

La FAO sottolinea come le politiche siano state disattente verso il reparto ortofrutticolo. Lamenta una trascuratezza rispetto ad attività di finanziamento e sostegno economico del settore. Le politiche dei vari Paesi dovrebbero fornire una maggiore attenzione al problema della malnutrizione, che si presenta anche nei Paesi ricchi. Infatti, per chi è povero il costo di frutta e verdura risulta troppo alto rispetto a quello di cibi confezionati, carboidrati e zuccheri. Vanno messe in campo politiche di educazione alimentare, riduzione degli sprechi e sostegno della biodiversità, altrimenti il problema della malnutrizione raggiungerà livelli esponenziali causando gravi danni alla salute di tutti.

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