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Il Green Pass e il business dei certificati falsi

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I Governi varano misure per limitare la circolazione di chi non ha il Green Pass e i certificati falsi aumentano. La Francia ne sa già qualcosa: non appena il presidente Macron ha annunciato le nuove regole per l’accesso a bar, ristoranti, ecc… la domanda di Green Pass falsi è salita alle stelle.

Il punto di vista francese

Secondo Check Point Software Technologies, società tecnologica di sicurezza, in Francia c’è stato un aumento del 5000%. Migliaia di canali Telegram sono già stati chiusi, in essi gli iscritti potevano scambiarsi informazioni per ottenere il Green Pass o test anticovid contraffatti. Ma i numeri degli utenti che si iscrivono a canali telematici per ottenere il passaporto verde, sono in aumento esponenziale. Le regole si fanno più ferree e il mercato nero si espande.

green pass digitale

“I criminali informatici stanno cercando di approfittare della situazione e offrono aiuto per aggirare le regole su Telegram. Purtroppo, l’enorme interesse innesca una ulteriore spirale pericolosa perché più soldi fanno gli hacker da queste attività, più cercano di migliorare i loro metodi e aumentare ancora di più i loro profitti. È quindi necessario unificare le regole e permettere una facile autenticazione, rendendo il più difficile possibile qualsiasi tentativo di aggiramento”.

Marco Fanuli, Security Engineer Team Leader di Check Point Software Technologies

L’Italia e il Green Pass

A partire dal 6 Agosto entreranno in vigore le nuove regole di circolazione italiane che prevedono l’uso del certificato verde per entrare in alcuni luoghi chiusi (cosa che questo pub di Los Angeles faceva già da aprile). Bar e ristoranti, ma sarà necessario anche per spettacoli all’aperto, piscine, palestre, fiere, congressi, concorsi, teatri e cinema. Per quanto riguarda i trasporti, il Governo si riserva di considerarlo per il futuro.

In questa situazione c’è da aspettarsi anche in Italia una recrudescenza della criminalità legata ai falsi certificati. A Milano è stata sventata una rete di cyber-criminali che vendeva sia Green Pass che fiale di vaccino false. Tutto avveniva nel Dark Web con pagamento in cryptovalute. L’operazione del IV dipartimento della Procura di Milano si è conclusa ai primi di Luglio con la chiusura e il sequestro dei canali.

Sebbene il covid abbia devastato le economie mondiali, c’è ancora chi trova elettrizzante fare letteralmente carte false pur di fare ciò che gli pare. Se abbiamo pensato di uscire migliori dalla pandemia, ciò che ci aspetta per ora è solo un brusco risveglio.

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