Così il riso si fa tecnologico, diventando più green e buono

Di Redazione

Può il riso rimanere se stesso diventando però “tecnologico” e conservando allo stesso tempo la sua natura green, la sua bontà e la sua tradizionalità? Sì, certo che sì!

Spieghiamo. L’Italia, al momento, è uno dei Paesi più impegnati nello sviluppo di tecniche e tecnologie sempre più all’avanguardia nel campo della sostenibilità, per porre fine ai problemi legati alle microplastiche e al climate change.

Tra le tante iniziative in corso nello Stivale, ce n’è una di grande interesse in campo agricolo e alimentare. Stiamo parlando del progetto riguardante il riso Carnaroli prodotto a Roncoferraro, nel mantovano. Un virtuoso esempio di agricoltura 4.0 attuato dall’azienda Meracinque, gestita da cinque sorelle. L’impresa si è impegnata a sperimentare varie tecniche agricole e nuove tecnologie, per lo più sviluppate in Giappone, come droni e impianti di ultima generazione capaci di ridurre l’inquinamento e lo spreco di materie prime in ogni fase del processo di realizzazione. 

Le cinque sorelle di Meracinque

La Meracinque ha messo in atto un’ottima agricoltura di precisione, mirata alla sostenibilità e alla qualità del prodotto. Parliamo, in particolare, di accorgimenti quali l’invecchiamento di un anno del riso al fine di garantire una migliore tenuta della cottura, e l’essiccamento sfruttando gas naturali. Per quanto riguarda la fase della produzione, viene fatta una mappatura del suolo e una rotazione dei terreni coltivati.
Anche il packaging dei prodotti dell’azienda è del tutto ecosostenibile, facilmente biodegradabile e smaltibile nei rifiuti organici. 

La società nasce nel 2017 e si sviluppa attorno all’obiettivo di realizzare un prodotto il linea con l’ambiente. Fondata da cinque giovani sorelle (Margherita, Benedetta, Silvia, Anna e Maria Vittoria), forti anche dell’esperienza paterna nel settore, la Meracinque ha riscosso il meritato successo, affermandosi come una delle iniziative green più interessanti nel settore alimentare, nonché come produttore di uno dei migliori risi sul mercato, il Carnaroli, appunto.

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