Il Grattacielo Rai di Torino, un parallelepipedo di vetro e acciaio

Grattacielo Rai Torino

Volando ad uccello sulla città di Torino, e scendendo a quota 72 metri, si raggiunge la sommità del grattacielo Rai in Via Cernaia.

Costruito negli anni ’60 dagli architetti Domenico Morelli e Aldo Morbelli, l’edificio presenta un grande parallelepipedo di vetro e acciaio di 18 piani fuori terra, affiancato da due corpi più bassi. La costruzione sfrutta le preesistenti fondamenta costruite per la Torre Littoria, che fu invece poi edificata in Via Viotti.

Il vetro e l’acciaio del grattacielo Rai negli anni 60 erano sinonimo di grande innovazione in Italia, peccato che furono utilizzate anche grandi quantità di amianto

La presenza di strutture in acciaio a vista, grande novità per la Torino del dopoguerra, è stata anche alla base del principale nodo critico dell’edificio. La scelta di questo sistema costruttivo ha infatti comportato anche una massiccia presenza di amianto, ampiamente utilizzato come materiale coibente e insonorizzante. Una caratteristica che ha dato al palazzo Rai il triste nome di “grattacielo dell’amianto”, comportando nel 2016 il trasferimento totale degli oltre 450 dipendenti nella nuova sede in via Cavalli.

Gli ingenti costi di bonifica e ristrutturazione hanno lasciato il grattacielo vuoto fino ad oggi. Nel mese di marzo 2021, dopo due bandi di gara andati deserti, è spuntata un’offerta da parte dell’imprenditore Giuseppe Bianchi, interessato, forse, a trasformarlo in appartamenti di lusso e uffici.

Leggi anche: lista grattacieli di Torino.

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