Non solo legno, quali sono i migliori rivestimenti per la casa?

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Gran durabilità, basso impatto ambientale, possibilità di riutilizzo. Sono solo alcuni dei principi che stanno alla base del concetto di sostenibilità quando si parla di materiali e rivestimenti per la casa e per le costruzioni. Negli ultimi anni le aziende sono molto attive su questo fronte, non solo attraverso lo studio di processi produttivi meno energivori e dispendiosi in termini di risorse, ma anche con investimenti nella ricerca e sviluppo di soluzioni sempre più green. Ma quali sono i rivestimenti per la casa più sostenibili e apprezzati?

Rivestimenti per la casa: legno

Il legno è stato utilizzato come rivestimento per la casa e nelle costruzioni fin dall’antichità. Soppiantato per molto tempo a favore del cemento e del laterizio, ultimamente sta tornando alla ribalta proprio per le sue intrinseche qualità: è riciclabile, resistente, facilmente lavorabile, ha buone caratteristiche di isolamento termico e acustico e di regolazione dell’umidità.
Nel mondo e in Europa si possono vedere anche i primi grattacieli che stanno iniziando a essere costruiti con questo materiale.

Con i suoi 18 piani, Mjösa Tower (Mjøstårnet) a Brumunddal, Norvegia, è l’edificio in legno più alto del mondo. Progettata da Voll Arkitekter e costruita da Moelven Limtre, indica la strada verso un futuro urbano più verde e sostenibile

Secondo il 5° Rapporto case ed edifici in legno realizzato da Assolegno (Associazione di FederlegnoArredo) nel 2019 sono state 3.300 le strutture realizzate con questo materiale e la quota sui permessi di costruire ha toccato il 7% del totale. «Ogni materiale assume un valore in quanto tale, perché capace di portare il proprio contributo non più in senso strettamente ingegneristico, ma anche e soprattutto in senso ambientale ed ecologico. Non dimentichiamo mai che qualsiasi edificio in legno realizzato è di fatto un serbatoio di stoccaggio di CO2 che contribuisce alla mitigazione dei cambiamenti climatici», ha spiegato Angelo Luigi Marchetti, presidente di Assolegno.

Si moltiplicano dunque i progetti in legno e i rivestimenti per la casa in legno, anche se il nocciolo della questione rimane la provenienza del materiale. Quest’ultimo, infatti, per rigenerarsi ha bisogno di tempistiche che mal si adattano a una produzione a ciclo continuo. Anche se non sembra, a lungo andare l’uso indiscriminato di questa risorsa (e quindi la deforestazione) possono far pendere l’ago dalla parte sbagliata della bilancia ambientale.

Per questo motivo è importante che il materiale provenga da foreste certificate: a tenere alta l’attenzione è Fsc (Forest stewardship council), il sistema di certificazione forestale più accreditato al mondo, che promuove una gestione delle foreste rispettosa dell’ambiente, socialmente utile ed economicamente sostenibile. Nel 2020 l’area di foreste certificate Fsc in oltre 80 Paesi vantava 221.201.420 milioni di ettari. In Italia sono 68.486 gli ettari di bosco certificati. «Registriamo un aumento della richiesta di materiale e prodotti di origine sostenibile: lo chiedono le aziende, impegnate a dimostrare il loro impegno per filiere trasparenti e green; lo vogliono i cittadini, sempre più disposti a premiare le realtà virtuose dal punto di vista sociale e ambientale» ha dichiarato Diego Florian, direttore di Fsc Italia in occasione della presentazione del report 2020. Lo scorso anno sono stati 70 i nuovi certificati di Catena di custodia (Coc) attivati nel legno-arredo, per un totale di 585 certificati attivi, di cui 485 relativi ad organizzazioni attive nella filiera degli interni e 100 nell’outdoor.

rivestimenti legno
Nata come segheria nel 1641 a Kristiansand, nel sud della Norvegia, Boen è una delle più antiche aziende di parquet. A partire dai primi pavimenti in massello, Boen ha segnato l’evoluzione delle superfici in legno con i primi listelli a tre strati. Legno nobile proveniente da foreste europee certificate è alla base di tutta la produzione Boen, qualità certificata FSC e da marchi ecologici come Real Wood e Der Blaue Angel per il basso impatto ambientale delle produzioni

Un’altra importante certificazione quando si parla di questo materiale è il marchio Pefc (Programme for the endorsement of forest certification schemes) che assicura che il numero di alberi tagliati non sia superiore a quelli ripiantati e che venga conservata la biodiversità delle specie arboree. Proprio da questa esperienza, grazie al lavoro di aziende certificate Pefc e aderenti alla Filiera solidale, a partire dal general contractor Ri-Legno, a Rovereto sta prendendo forma il più grande edificio in legno d’Italia, costruito al 100% con la materia prima proveniente dagli alberi abbattuti in Trentino dalla tampesta Vaia nel 2018. Questo materiale, dunque, è uno dei rivestimenti per la casa più usati nelle costruzioni, sia a livello strutturale sia come finitura. Utilizzato in facciata o all’interno degli ambienti, come parquet, pareti divisorie e frangisole.

Frangisole

I frangisole – o brise soleil in francese – sono schermature installate solitamente all’esterno dell’edificio che permettono, grazie a lamelle fisse o mobili, di diversi materiali e dimensioni, di ridurre l’esposizione ai raggi solari, portando benefici in termini di ombreggiamento e riduzione del calore all’interno degli ambienti durante la stagione estiva, mentre nella stagione invernale consentono di limitare l’effetto di raffreddamento del vento.

In questo modo i sistemi di rivestimento per la casa a frangisole rappresentano una soluzione molto valida in termini di riduzione dei consumi energetici, oltre che di abbattimento acustico dei rumori provenienti dall’esterno e di garanzia di privacy.

Dal legno al metallo, fino al cemento e al cotto, i frangisole possono essere realizzati in diversi materiali. Un rivestimento per la casa davvero sostenibile, però, è preferibile che utilizzi materiali a basso impatto ambientale. Uno dei più usati è il legno che, grazie alla sua versatilità estetica, consente di rispondere a qualsiasi esigenza progettuale, oltre a offrire elevate prestazioni in termini di resistenza agli agenti atmosferici e al calore. Tra i materiali più utilizzati per i sistemi frangisole c’è anche l’alluminio, apprezzato per la sua leggerezza e resistenza. 

Rivestimenti per la casa: alluminio

Tra i materiali green per eccellenza, l’alluminio è riciclabile al 100% senza perdere proprietà o valore. Leggero e resistente all’usura e agli agenti atmosferici, ha una durabilità estremamente elevata e richiede una manutenzione pressoché nulla. Legato insieme ad altri metalli, è uno dei materiali più utilizzati nelle costruzioni moderne come profilati, lamiere, profili per serramenti, pannelli compositi impiegati nei rivestimenti per la casa, soprattutto in copertura e in facciata.

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A Stoccarda la mensa delle scuole del quartiere di Möhringen sono rivestite da un allegro involucro esterno in alluminio in vari colori realizzati su richiesta. L’edificio, progettato dagli architetti dello studio hammeskrause architekten, hanno impiegato la Scaglia di Prefa per tetto e facciata. Photo credit: PREFA | Croce & Wir

Oltre a un fattore estetico, l’utilizzo dell’alluminio in facciata consente di ridurre il consumo energetico degli edifici sino al 50%, soprattutto se integrato con altri sistemi di efficientamento energetico come impianti fotovoltaici, sistemi di ventilazione ottimizzata e una appropriata gestione della luce.

L’estrema flessibilità progettuale, stabilità e durevolezza portano l’alluminio a essere uno dei protagonisti dell’edilizia, non solo come materiale di rivestimento per la casa, ma anche come profilati per la realizzazione di superfici vetrate più grandi, che garantiscono una maggiore illuminazione naturale all’interno degli edifici, aumentando così il comfort indoor e riducendo i costi derivanti dall’utilizzo della luce artificiale.

Rivestimenti per la casa: vetro

Così come l’alluminio, anche il vetro è un materiale con un elevato tasso di riciclabilità, anche se necessita di processi più complessi di depurazione e trasformazione a seconda anche del tipo di lavorazione in cui sarà riutilizzato.

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Il nuovo edificio U3 che sorgerà a Milanofiori Nord ad Assago soddisfa i criteri di green building per la certificazione Leed Gold. Progettato da GBPA Architects, l’edificio si presenta come un volume trasparente, chiuso tra due ali leggere. I prospetti nord e sud sono caratterizzati da un particolare e movimentato effetto, giocato dalla rifrazione della luce sui frangisole, diversamente orientati, in vetro serigrafato di colore bianco

Utilizzato prevalentemente come materiale per la realizzazione di infissi, facciate, divisori, il vetro può essere un valido materiale per la realizzazione di edifici ad alto contenimento energetico e comfort interno.

L’evoluzione tecnologica, inoltre, ha portato le aziende a produrre vetri sempre più “intelligenti”, in grado di modificare le loro caratteristiche in base alle condizioni esterne: vetri basso emissivi e vetri a controllo solare che contengono o respingono il calore senza limitare la luminosità, vetri autopulenti, vetri termocromici, vetri che consentono l’isolamento acustico dai rumori.

L’innovativa Carbon Tower di Wroclaw, a Breslavia, progettata da Cavatina Architectural Design, si contraddistingue per lo sviluppo su proiezione triangolare. Per realizzare le facciate vetrate sui tre lati dell’edificio è stato scelto un vetro selettivo AGC ad elevate performance in termini di trasparenza e controllo solare, che permette di ridurre i costi di illuminazione, condizionamento ed energia

Facciate green

Una delle più conosciute è forse il Bosco Verticale di Stefano Boeri nel quartiere Isola di Milano (ed è già famoso anche il nuovo progetto dell’architetto: l’Orto Verticale) ma quella delle facciate verdi è una realtà progettuale che sta riscuotendo grande successo in tutto il mondo.

Note anche come giardini verticali, le facciate verdi consistono nella trasformazione delle pareti degli edifici in vere e proprie aree green, attraverso la piantumazione di varie essenze botaniche, selezionate in base al clima e all’esposizione solare dell’edificio.

Progettato dallo studio Ingenhoven Architects a Düsseldorf, in Germania, il complesso Kö Bogen II ha la più grande facciata verde in Europa rivestita da oltre 30.000 piante di carpino

La realizzazione può avvenire tramite un processo di inverdimento diretto con piante di tipo rampicante, oppure attraverso l’installazione di sistemi a graticcio ancorati alla parete o vasche in cui vengono inserite le piante.

Oltre a un evidente vantaggio in termini di riduzione dell’inquinamento atmosferico, la presenza delle piante consente di mitigare le temperature, riducendo l’effetto isola di calore tipico delle nostre città.

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