Il rivale di TikTok si chiama Josh (ed è finanziato da Microsoft e Google)

Di Redazione

Come molti di voi già sapranno, lo spropositato successo riscosso da TikTok nell’ultimo periodo, soprattutto durante il primo lockdown causato dalla pandemia di Covid-19, è corrisposto da altrettanti scandali e polemiche nei suoi confronti.
L’app cinese più di una volta è stata accusata di poca trasparenza e di appropriazione indebita dei dati degli utenti, arrivando addirittura ad essere bandita in alcuni Stati.

Se negli Stati Uniti il ban dell’applicazione è stato evitato (almeno per il momento…) non possiamo dire lo stesso dell’India, dove l’utilizzo di TikTok è stato vietato insieme a quello di moltissime altre applicazioni sviluppate in Cina. Il motivo di questo ban apparentemente sarebbe da collegare ad alcuni casi di odio ed intolleranza verificatisi, ma molto più probabilmente è dovuto alla guerra commerciale tra Cina ed India che si fa via via sempre più aspra. A prendere il posto di TikTok in India è stata l’app Josh, diventata popolarissima in seguito al ban dell’app made in China.

Josh è un’app che permette di realizzare video di breve durata su qualsiasi argomento si voglia, ovviamente a patto che rispetti la politica di condotta delineata dagli sviluppatori.

L’applicazione è stata lanciata durante lo scorso settembre da Dailyhunt, un servizio che conta un miliardo di utenti indiani a cui dà la possibilità di usufruire e scoprire contenuti divertenti ed istruttivi. A sua volta Dailyhunt fa riferimento a Verse Innovation, società fondata nel 2007 da Virenda Gupta che opera nel campo delle telecomunicazioni.

Josh, dal lancio ad oggi, ha raccolto oltre 100 milioni di dollari di finanziamenti e tra gli investitori compaiono i nomi illustri di Google e Microsoft.
I fondi raccolti saranno utilizzati dalla società per sviluppare ulteriormente Josh e consolidare il suo ruolo come rivale di TikTok, investendo soprattutto sui content creators con il maggior seguito sull’app.

Aumenteranno sicuramente gli investimenti anche sull’intelligenza artificiale programmata per ricercare e sottoporre all’attenzione degli utenti i contenuti che più rispecchiano i loro gusti e preferenza, in modo da rendere l’esperienza offerta sempre più piacevole.

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