Ecco quali sono le startup europee più promettenti per il 2021

Di Redazione

Gli Usa, come tutti sappiamo, sono da sempre il luogo più prolifico al mondo per lo sviluppo delle startup dei più svariati tipi. Sulla scia degli Stati Uniti anche gli altri Paesi stanno facendo progressi in questo settore, anche se lentamente e con qualche difficoltà in più.

Dato il grandissimo numero di startup sfornate in ogni momento in tutto il mondo, il mercato è (quasi) saturo, riducendo le possibilità di spiccare. Nonostante ciò, però, c’è sempre qualche eccezione che, anche con una grande concorrenza, torreggia su tutte le rivali.
L’Europa, in particolare negli ultimi anni, sta accorciando il gap che la separa dagli Usa nel settore Digital e delle startup stesse, proponendo alcuni progetti degni di particolare attenzione.

Secondo Sifted ci sono dieci startup sviluppate in Europa che possiedono il potenziale per affermarsi sul mercato globale, raggiungendo il valore di almeno un miliardo di dollari. Tra queste, ecco le cinque che sembrerebbero promettere meglio:

  • G2 Esports: una startup completamente volta al mondo del gaming fermamente decisa a imporre il proprio dominio su quanti più videogames possibili. Si tratta, infatti, del principale club di Esport a livello globale, ideato dall’ex campione di League of Legends Carlos Rodriguez, conosciuto nel mondo videoludico come “Ocelote”. I primi risultati utili sono stati registrati già dal 2019. È sicuramente un’iniziativa da tener d’occhio visto il tasso di crescita del mondo del gaming nell’ultimo periodo. La startup conta già circa 27 milioni di dollari di sponsorizzazioni.
  • Yubo: pensato per un’utenza molto giovane, è un social network francese che si pone l’obbiettivo di favorire la socializzazione tra le persone tramite chat e dirette streaming. In circa due anni i sovvenzionamenti per quest’app sono stati più di 50 milioni di dollari, a testimonianza del grande potenziale del progetto.
  • Dall’altro lato de La Manica troviamo Karakuri, impegnata nel campo della gastronomia, che punta a sfruttare apparecchiature elettroniche per servire il cibo ai clienti. Gli sviluppatori vorrebbero inoltre progettare una mensa completamente automatica, gestita interamente da intelligenze artificiali. Gli investimenti sul progetto, al giorno d’oggi, sono circa 13 milioni di sterline.
  • Satispay: un’applicazione italiana (del valore di circa 250 milioni di euro) tramite la quale si possono effettuare pagamenti . La startup gode dell’appoggio e della fiducia di grandi sostenitori, sia a livello nazionale che internazionale. I più importanti sono Tim Ventures, Square e Tencent.
    La startup ha attraversato un grande processo di crescita nel periodo del primo lockdown del 2020 e al momento conta oltre 1,4 milioni di clienti. Oltre all’Italia, sembra voler espandere la propria influenza in tutta Europa, iniziando dalla Germania e dal Lussemburgo.
  • L’ultima ma non per importanza è Chatterbox. La startup nasce dall’esperienza diretta di Mursal Hedayat, sua fondatrice, vittima di discriminazioni e disagi in seguito all’arrivo a Londra in tenera età. La famiglia di Hedayat era composta da professionisti costretti a rifugiarsi in Inghilterra dopo essere fuggiti da Kabul (capitale dell’Afghanistan).
    L’iniziativa offre la possibilità alle persone rifugiate in un Paese straniero di insegnare la propria lingua madre, guadagnandosi così da vivere. Fa inoltre parte della categoria “startup for good”, designate da Microsoft, ovvero le app che contribuiscono a migliorare la nostra società. 
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