Migliorare è sinonimo di copiare? Xiaomi e quel dolce sapore di Mela

Di Dario Provenzano

Bisogna ammetterlo, Xiaomi in moltissimi aspetti ha un forte sapore di Apple, i punti in comune sono molteplici e qui ne riassumerò solo alcuni:

Partendo dalla MIUI (Interfaccia utente di casa Xiaomi), la scelta maniacale delle icone e il minimalismo dell’intero sistema non vi ricordano iOS?
Che dire invece “dell’ecosistema” (parola tanto cara agli utenti della mela morsicata) con prodotti come i notebook Xiaomi che “parlano” con lo smartphone tramite un servizio Cloud praticamente identico a quello Apple.
Ma possiamo prendere d’esempio anche gli Store e le conferenze Xiaomi che sono dei Keynote in versione cinese.

Potrei soffermarmi su svariate altre similitudini (come i design degli smartphone) ma penso che questi esempi facciano capire il concetto: si deve ancora parlare di copiare o si può parlare di migliorare/diversificare qualcosa che già esiste?

D’altronde anche Apple, dal canto suo, quando fu ideato e prodotto il primo iPhone, riprese (e migliorò di parecchio) una tecnologia già presente nei palmari con il pennino, ma lo fece bene e lo fece pensando al mercato e all’utente finale.
Ora, invece, nella maggior parte dei casi, detta legge e presenta prodotti, tecnologie e filosofie che poi altri riprendono.

Filosofia (o meglio, così ce l’ha venduta Apple), quella di non includere il caricabatteria nella confezione di vendita del nuovo iPhone 12 per rispettare l’ambiente.
E Xiaomi? Poteva fare diversamente? No, ovviamente, ma qui forse l’azienda cinese guidata da Lei Jun è riuscita a fare di meglio.

Apple Store vs Mi Store Xiaomi
Confronto Apple Store e Mi Store di Xiaomi

Xiaomi mi 11 venduto in due versioni, con e senza caricabatterie

In occasione della conferenza di presentazione del nuovo smartphone top di gamma Mi 11, Xiaomi ha confermato la decisione di non includere il caricabatterie nella confezione di vendita, ma con una piccola differenza: le versioni saranno due, una con e una senza, allo stesso prezzo!
In tal modo l’utente ha la possibilità di scegliere se essere rispettoso nei confronti dell’ambiente tutelandolo dai rifiuti elettronici superflui.

Una scelta che ritengo molto valida: io stesso, ad esempio, che sto seriamente pensando di acquistare un iPhone 12 Pro Max, arrivando da un telefono Android, sarò costretto ad acquistare (pure) il caricabatterie, che peraltro non costa pochissimo, semplicemente per tenere in vita il telefono. A questo punto, quella di Apple, non sembra più una mossa di mercato che un sincero pensiero all’ambiente?

Un forte plauso a Xiaomi: già paragonarla al top (Apple) è un traguardo ambito e riuscito. E questa volta ha addirittura da insegnare.

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