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I capelli come sensori di inquinamento ambientale

cartografia della tossicità con i capelli

Tracciare l’inquinamento di una città attraverso i capelli dei suoi abitanti. È questo quello che hanno fatto gli architetti londinesi Deborah Lopez e Hadin Charbel. La loro ricerca si intitola Pareid e parte dall’analisi dei capelli dei cittadini di Bangkok.

I capelli per creare una tossico-cartografia di Bangkok

Era il 2019 quando Lopez e Charbel hanno iniziato la loro ricerca nella capitale della Thailandia che aveva record tali di smog da aver dovuto chiudere 437 scuole. Per ottenere i campioni necessari alla ricerca, i due architetti hanno creato un’installazione – chiamata Follicle – per la Bangkok Design Week 2019. Ai visitatori veniva richiesto di tagliarsi volontariamente una ciocca di capelli per analizzarli e rispondere ad alcune domande anonime. Queste vertevano sul loro stile di vita perché la tossicità dei capelli è influenzata da fattori esterni allo smog della città, come l’abitudine di fumare.

I risultati hanno mostrato una correlazione tra ambiente e tossicità nei capelli. Ad esempio, chi vive vicino ad un’autostrada ha una maggiore quantità di arsenico sul cuoio capelluto. Grazie ai campioni rilevati i due architetti hanno creato una mappa 3D che mostra i differenti livelli di tossicità a Bangkok, visitabile nell’apposito sito web dedicato. L’architetto Hadin Charbel ha dichiarato:

Da quel momento siamo stati in grado di collegare insieme queste due storie, la tossicità dei capelli e l’inquinamento nel contesto di Bangkok“.

La Biennale di Venezia

Lopez e Charbel stanno presentando i risultati della loro ricerca alla Biennale di Architettura di Venezia nel padiglione spagnolo, dove espongono anche una macchina creata da loro per infeltrire che crea un tessuto isolante con i capelli. Questo materiale potrebbe essere usato anche come pannello acustico. Del resto, la ricerca dei due architetti partiva anche all’idea che i capelli potessero essere utilizzati per l’edilizia sostenibile, visto che ogni anno nel solo Regno Unito se ne producono ben 6,5 milioni di kg come scarto.

Per il futuro i due architetti vogliono installare stazioni di prova per una tossico-mappa di tante altre città.

L’installazione alla Biennale di Architettura di Venezia
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