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I nuovi stadi di serie A, riqualificazione o costruzione ex novo?

Progetto-DallAra-Bologna

Costruire nuovi stadi di serie A non è semplice. Non solo per il costo economico, ma anche per le difficoltà ingegneristiche. Tra tutte, però, la sfida più grande per un tempio dello sport consiste nel non ripetersi. Difficile, infatti, che la chiave stilistica risulti non monotona, tra forme sempre uguali e idee che sono la replica di cose già viste.
Molte restrizioni sono dovute alla funzione stessa dello stadio: i numerosi regolamenti di sicurezza e di ordine pubblico stilati nel corso degli anni hanno prodotto un effetto di standardizzazione. Avevano più carattere i vecchi impianti, dicono in tanti, ma i vincoli della Soprintendenza e la richiesta di maggiori servizi li hanno resi difficili da ristrutturare. In questo contesto, però, esiste un elemento che può venire in aiuto agli stadi: la tecnologia.

Rivoluzione tecnologica per i nuovi stadi

Non solo l’utilizzo sistematico di vetro e acciaio, ma anche membrane polimeriche e pannelli Led che rivestono completamente l’edificio. Il giro di boa verso la rivoluzione tecnologica degli stadi lo hanno compiuto gli architetti Herzog & De Meuron con l’Allianz Arena di Monaco, finita di costruire nel 2005. Diviso in losanghe, il rivestimento perimetrale è costituito da cuscini pneumatici in membrana trasparente (Ptfe) indeformabili e ignifughi, dotati d’illuminazione artificiale interna di tre diversi colori, a seconda della squadra che utilizza l’impianto: bianco per le partite della Nazionale tedesca, rosso per quelle del Bayern Monaco e blu per il Monaco 1860.

Juventus Stadium Torino di Serie A
Lo Juventus Stadium di Torino, modello di paragone per qualsiasi altro stadio nascerà in Italia

In Italia, il primo vero stadio dell’era tecnologica, nonché prima struttura italiana interamente di proprietà di un club, è lo Juventus Stadium di Torino, terminato nel 2011. Risulta essere uno dei quattro impianti in Italia (assieme all’Olimpico di Roma, al Meazza di Milano e all’Olimpico Grande Torino) a rientrare nella categoria 4 Uefa, quella con maggior livello tecnico. Addirittura, va oltre ai requisiti europei, in quanto primo stadio italiano a essere privo di barriere architettoniche.
Ritenuto tra gli impianti più avanzati a livello mondiale, lo Juventus Stadium è diventato uno dei maggiori poli di attrazione turistica della città, anche per via della sua multifunzionalità, che prevede eventi business, conferenze, convention, e mira in futuro all’intrattenimento musicale e di spettacolo. Oggi risulta assodato che uno stadio debba essere multifunzionale e quindi debba avere il potere di avviare una più grande riqualificazione dell’intero quartiere in cui sorge. In Italia, però, la presenza di numerosi stadi di grande valore storico, ma arretrati, ha frenato l’evoluzione in questo senso.

Lo Sblocca-stadi sblocca Firenze?

Nel caso della ristrutturazione di un vecchio impianto esistono vincoli spaziali legati alla costruzione precedente, e soprattutto vincoli di interesse storico-architettonico.
Un parere negativo da parte della Soprintendenza ha sempre avuto il potere di bloccare un intero progetto di rinnovamento o ristrutturazione, come avviene per gli edifici residenziali e civili. Un esempio su tutti. L’Artemio Franchi di Firenze è vincolato dai Beni Culturali, in quanto una delle più importanti opere architettoniche del Novecento, a cui ha contribuito il maestro Pier Luigi Nervi.
Per questo motivo il rinnovamento è sempre stato difficile, per non dire bloccato.

Tutto questo, prima dell’emendamento cosiddetto “Sblocca-stadi”, approvato e inserito nel Decreto Semplificazioni, convertito definitivamente in legge a settembre 2020. D’ora in avanti, nel caso degli stadi del calcio professionistico (che in Italia hanno un’età media di oltre 60 anni), la Soprintendenza non potrà più porre veti ai progetti, ma dovrà decidere con tempi contingentati (90 giorni, prorogabili di ulteriori 30) che cosa debba essere mantenuto della struttura originale e in che modo. In pratica, i tempi si dovrebbero accelerare e sarà più veloce capire come poter intervenire su una struttura tutelata.

Atalanta e Bologna riqualificano

L’Atalanta sta seguendo l’esempio del restyling del Friuli di Udine avvenuto nel 2016 e ha deciso di riqualificare il proprio stadio, dopo averlo acquistato dal Comune nel 2017. La nuova struttura si chiama Gewiss Stadium e si prevede che avrà una capienza di 24 mila posti, contro i 22 mila di prima. Il nuovo impianto prenderà forma al termine di un cantiere organizzato in modo intelligente, diviso in tre fasi, che si estenderà su più anni e consentirà allo stadio di continuare a ospitare le partite di serie A. Il progetto disegnato da De8 Architetti interviene su un edificio storico vincolato dalla Soprintendenza: l’obbligo di lasciare inalterate le tribune est e ovest ha concentrato l’attenzione sulle curve nord e sud.
Per ora, solo la curva nord è stata demolita e ricostruita con un rivestimento moderno in lamiera.
La nuova curva sud, la realizzazione del parcheggio interrato e la revisione interna della tribuna est chiuderanno i lavori nel 2021.

Il Gewiss Stadium dell’Atalanta, dove la nuova curva nord si integra alle tribune preesistenti
L’interno del Gewiss Stadium di Bergamo

Tra i nuovi stadi di Serie A, anche il Bologna è deciso a riqualificare lo stadio Dall’Ara. A capo del progetto c’è lo stesso Gau Studio che ha curato anche la costruzione dello Juventus Stadium di Torino. L’idea di progetto è quella di mantenere l’involucro originale in mattoni del 1927 e riempirlo con una struttura moderna. Il risultato? Un completo adeguamento sismico e l’avvicinamento di tutte le gradinate al terreno di gioco, per un guadagno massimo di 36 metri tra tribune e campo rispetto al passato. L’obiettivo è partire nel 2021 con la ristrutturazione, che potrebbe terminare nel giro di 2 anni se il Bologna trovasse un campo temporaneo alternativo dove disputare le partite.

Restyling stadio serie A Bologna
Il progetto di restyling dello stadio Dall’Ara di Bologna

San Siro resta, verso la costruzione di un nuovo stadio

A Milano l’unica cosa certa sembra che il Meazza non verrà abbattuto.
Ma allo stesso tempo c’è la volontà di costruire per Inter e Milan un nuovo stadio più funzionale, da 60-65 mila posti, che trainerebbe una riqualificazione dell’intero quartiere urbano di San Siro, per un valore di 1,2 miliardi di euro.

I soldi sono sul tavolo ma non si capisce ancora bene da dove provengano, e Palazzo Marino sta facendo chiarezza. I progetti proposti sono due e sono stati ampiamente approfonditi dalla stampa: una è la Cattedrale di Populous mentre l’altra consiste negli Anelli di Manica – Sportium.

A tal proposito, i cittadini di Milano sono favorevoli alla costruzione di un nuovo stadio?
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Novità anche per il Cagliari

Sportium è anche il progettista del futuro stadio del Cagliari.
L’incarico è già stato consegnato ufficialmente e ora lo studio di architettura sta continuando a lavorare al progetto definitivo insieme al club. Nel 2021 si farà la gara pubblica per l’assegnazione della concessione di realizzazione dell’opera, a cui seguirà la presentazione del progetto esecutivo. Lo stadio potrebbe essere costruito in 2 anni riutilizzando il 98% del calcestruzzo ricavato dalla demolizione del vecchio Sant’Elia, per una capienza complessiva di circa 25 mila posti, ampliabili a 30 mila.

Nuovo stadio Cagliari
Il progetto del nuovo stadio di Cagliari

Roma, città eterna (indecisa)

Doveva nascere nella zona Tor di Valle lo stadio che sostituirà l’Olimpico.
Il progetto sarebbe stato quello di Dan Meis, con rivestimento in travertino ispirato al Colosseo: 52 mila posti a sedere, con le tribune a pochi passi dal terreno di gioco e diverse attività per riqualificare l’intera zona. Invece, il costo che sfiora il miliardo di euro sembra eccessivo e in più non si sono trovati gli accordi giusti sulla Roma-Lido, ovvero la linea di trasporto che dovrebbe portare i romani a vedere le partite nel nuovo impianto di Tor di Valle. Per questo motivo, la dirigenza giallorossa avrebbe messo la retromarcia per valutare altre proposte. Il condizionale è doveroso, considerato che del nuovo stadio della Roma se ne parla ormai da nove anni.

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle sembra non essere più fattibile

Ad oggi sembrerebbe che la prima opzione sul tavolo sia la riqualificazione dello storico Flaminio e dell’area annessa, che costerebbe circa un terzo rispetto al progetto Tor di Valle. Infatti, l’emendamento Sblocca-stadi nel decreto Semplificazione consentirebbe di rimettere mano all’impianto vincolato dalla Soprintendenza, progettato da Antonio e Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960. Certo, confrontarsi con nomi del genere non sembra la scelta più semplice.
Per questo motivo restano aperte altre due possibilità: Tor Vergata, dove la Regione vuole portare la metro A, oppure Fiumicino, l’eterno piano B.

Stadio Flaminio, Roma
Il Flaminio verrà riqualificato?
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