Cosa si sa finora di Mind, il parco scientifico dell’ex area Expo

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Sei anni dopo l’Esposizione Universale del 2015 sono state intitolate le prime tre vie di Mind (Milano innovation district), il nuovo parco scientifico e tecnologico che sta nascendo sull’ex area Expo. Oltre al Decumano, che diventa ufficialmente Viale Decumano, il Cardo è stato intitolato a Rita Levi-Montalcini, premio Nobel per la medicina. Mentre lo spazio intorno all’Albero della Vita è stato ribattezzato Piazzale Expo 2015.

Ma le novità non si fermano alla toponomastica. Il cantiere di Mind Milano è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, e nemmeno il Covid è riuscito a fermarlo. Sono tanti, infatti, gli edifici che stanno nascendo sull’ex area Expo: si prevede che già nel 2026 saranno operative tutte le funzioni pubbliche gestite dalla società proprietaria Arexpo* (tra cui l’ospedale Galeazzi, l’edificio principale di Human Technopole e il Campus scientifico dell’Università Statale). Mentre per le numerose strutture private, gestite da Lendlease**, ci vorrà un po’ più di tempo.

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L’ex area Expo che conterrà Mind, Milano Innovation District
Il Viale Decumano diventerà una grande parco lineare all’interno di Mind

Una cosa è certa. In Mind Milano si incontrano aziende che lavorano in sinergia, con l’obiettivo di costruire un polo multidisciplinare che ad oggi incarna temi fondamentali come lo sviluppo sociale (con la Cascina Triulza), la sanità (con l’ospedale Galeazzi), la ricerca scientifica (con lo Human Technopole) e l’istruzione (con il Campus della Statale). Il tutto tenuto insieme dalla presenza costante del verde. Perché Mind sarà anche uno dei parchi lineari più grandi d’Europa.

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Antica cascina, nuovi sviluppi

Cascina Triulza è rimasta così com’era da Expo Milano 2015, quando ha ospitato il primo Padiglione della Società Civile nella storia delle Esposizioni Universali, con oltre 1.500 eventi, spettacoli e laboratori. Oggi è la sede operativa di un raggruppamento di associazioni di volontariato, Ong, imprese sociali e cooperative per lo sviluppo sotto il nome di Fondazione Triulza, nonché di un Lab-Hub per l’Innovazione Sociale.

Si tratta di un antico edificio completamente ristrutturato per l’Expo, che fa parte dell’importante patrimonio storico, architettonico e ambientale costituito dalle cascine milanesi, tradizionali costruzioni rurali lombarde. La costruzione rimarrà una delle più basse di Mind Milano e conterrà auditorium, sale per formazione ed esposizioni, seminari, laboratori, ristorante e spazi aperti.

Mind Milano avrà il suo ospedale

La sagoma del nuovo ospedale Galeazzi, 16 piani da completare entro l’anno, è la prima che si scorge arrivando dalla fermata della metropolitana M1 e sarà una delle più alte di tutta l’ex area Expo. L’edificio è stato progettato grazie alle soluzioni più moderne ed efficienti in termini di risparmio energetico e di sostenibilità ambientale.

Si parla di materiali eco-compatibili e salubri, con capacità di assorbimento dello smog attraverso tecniche di purificazione dell’atmosfera e autopulenti. Dal punto di vista dell’efficienza, poi, è previsto l’uso del fotovoltaico e/o del solare termico sull’intera superficie della copertura, mentre gli impianti idrico, elettrico e di trattamento dell’aria verranno automatizzati in modo da minimizzare i consumi.

L’ospedale Galeazzi rappresenta il primo tassello del cosiddetto West Gate, la zona di Mind Milano in cui la società Lendlease realizzerà 150 mila metri quadri di uffici e 500 residenze. Un vero e proprio distretto cittadino con alberghi, case e soprattutto spazi verdi.

Il centro scientifico di Human Technopole

L’istituto italiano di ricerca scientifica Human Technopole è considerato l’epicentro dell’intero Milano innovation district e anche per questo si è insediato in quello che fu Palazzo Italia, dove già lavora parte dello staff, che dovrebbe arrivare a 1.500 persone a regime, fra circa quattro anni. Sono anche terminate le ristrutturazioni di edifici preesistenti e la costruzione di due prefabbricati che ospiteranno i laboratori, in attesa dell’edificio principale – il cosiddetto South Building – la cui progettazione è stata assegnata allo studio Piuarch e che dovrebbe essere completato per il 2026.

Un parterre attrezzato, una piazza coperta e un giardino pensile. Il progetto di Piuarch si muove attorno a questi spazi, che formano una promenade ininterrotta dal piano terra fino alla sommità dell’edificio. Al livello del suolo, il parterre ha la funzione di mettere in relazione il South Building con le altre architetture del Campus Human Technopole, tra cui Palazzo Italia. Dall’esterno si accede senza soluzione di continuità all’atrio vetrato, e da qui alla piazza coperta.

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All’interno, un grande vuoto a tutt’altezza, inondato di luce naturale e attraversato da un sistema di rampe e passerelle che connettono tutti i livelli dell’edificio. Un luogo d’interazione e di dialogo tra i ricercatori, che si evolve fino al coronamento: il giardino pensile, che corre lungo tutta la copertura, su più livelli. Sulle falde si alternano pendii verdi e piattaforme in legno, che moltiplicano la disponibilità di spazi polifunzionali, liberamente fruibili dagli utilizzatori dell’edificio.

Lo Human Technopole Headquarters è concepito come un ecosistema sostenibile. Le superfici verdi al livello del suolo e in quota permettono la gestione corretta delle acque piovane, mentre gli impianti fotovoltaici installati sulle pensiline al piano terra, in facciata e in copertura contribuiscono al fabbisogno energetico dell’edificio. I frangisole orientati, infine, scandiscono i prospetti per calibrare il corretto apporto di luce solare nei diversi periodi dell’anno.

Anche la Statale approda a Mind Milano

Mind darà il benvenuto anche agli studenti dell’Università Statale di Milano, insieme ai docenti, per un totale di 20 mila persone circa. Progettato dallo studio Carlo ratti Associati in collaborazione con l’architetto Italo Rota, il nuovo campus è costituito da cinque edifici in mattoni che formano una rete di cortili verdi collegati da una serie di percorsi pedonali ininterrotti a diverse altezze.

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Il design degli edifici rende omaggio alla storica Ca’ Granda, il quattrocentesco edificio in mattoni progettato dall’architetto Filarete, che oggi ospita la sede centrale dell’Università Statale nel centro di Milano. Le facciate verranno costruite con una tecnica innovativa, ovvero con ogni singolo mattone posizionato da un braccio robotico e trattato come un pixel all’interno di un arazzo tridimensionale. Il risultato sarà un enorme bassorilievo che presenterà contenuti sia testuali che visivi.

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La texture di facciata resa possibile grazie a un braccio robotico che posizionerà i mattoni ©Carlo Ratti Associati

Un modello preso dal Rinascimento incontra la tecnologia moderna. Il tutto collegato dagli spazi aperti e dal verde. Una delle caratteristiche distintive del progetto, infatti, è il Common Ground, un insieme ininterrotto di passaggi pedonali e piazze che collega gli edifici e si snoda attraverso i cortili. Consente alle persone di camminare all’aperto tutto l’anno, sotto una tettoia o un portico, e serve a rafforzare il collegamento tra il campus e il quartiere di Mind, per favorire l’interazione tra la comunità accademica e i centri di ricerca e sviluppo che operano nel Milano innovation district.


* Arexpo è la società proprietaria dei terreni dell’ex area Expo, partecipata da Mef, Regione Lombardia, Comuni di Milano e di Rho, Fondazione Fiera Milano e Città Metropolitana di Milano.

** Landlease è il partner australiano che ha ottenuto l’area in concessione per 99 anni dalla stessa Arexpo

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