Le città del futuro come Blade Runner: le auto volanti sono già qui

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Non sono più solo una fantasia da Blade Runner e altri film di fantascienza, le auto volanti arriveranno sul mercato. Già dai prossimi mesi la compagnia aerea di Palo Alto, Opener, produrrà i suoi primi modelli, le BlackFly. Avranno solo un posto a bordo, atterraggio verticale e massima sicurezza.

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Il mercato delle auto volanti

Le auto volanti trasformeranno radicalmente il nostro modo di spostarci. Lo scopo finale non è l’accessibilità a una ridottissima elite, ma una nuova mobilità per tutti. Già un’altra azienda americana, la Kitty Hawk, sta lavorando per immettere sul mercato taxi aerei. Un’iniziativa simile a quella di Airbus, che ha creato la piattaforma di prenotazione Voom, grazie alla quale si possono utilizzare piccoli elicotteri come dei taxi volanti, disponibile su San Paolo e Città del Messico.

Già nel 2019 la Boeing Next, divisione aerospaziale dell’azienda americana Boeing, aveva fatto volare il suo primo modello di flying car. Era lungo più di nove metri e largo otto e mezzo, il motore era elettrico e aveva un’autonomia di più di 50 chilometri.

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L’Urban Air Mobility

Non c’è solo l’America in questa rivoluzione della mobilità. Anche l’Europa fa la sua parte. Nel 2017 la Commissione Europea ha messo Airbus a capo dell’innovativo programma Urban Air Mobility. Lo scopo è già nel nome: la creazione di una nuova mobilità urbana aerea, a cui partecipano 17 città europee. Le proposte in campo sono le più varie: droni ambulanza, macchine volanti, velivoli senza pilota.

La mobilità urbana verticale è una sfida per il futuro che va nel segno della sostenibilità: infatti si aspira a creare dispositivi a zero emissioni, sicuri e puliti. Le auto volanti rivoluzionerebbero completamente le nostre città, e non solo visivamente. Precursori di questa nuova mobilità sono i servizi di elitaxi già attivi in numerose grandi metropoli, come Tokyo, New York, Los Angeles e le già citate San Paolo e Città del Messico.

Il quesito fondamentale però è: saranno accessibili a tutti o potranno accedervi solo i ricchi? Perché nel secondo caso il loro apporto per la sostenibilità e il miglioramento delle condizioni ambientali del pianeta, sarà marginale. Solo una mobilità green e accessibile a tutti può fare la differenza. Sarà il caso della mobilità urbana aerea? Secondo il New York Times lo scopriremo nel 2024!

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