P-Volt, sarà anche un po’ italiano il primo aereo di linea completamente elettrico

Di Giuseppe Izzo

Tra soli cinque anni assisteremo al primo decollo con passeggeri a bordo del P-Volt, un aereo elettrico al cento per cento. Un mix di componenti e sforzi comuni da parte di Norvegia, Inghilterra e Italia, che compirà viaggi su brevi distanze.

È il 2026 l’anno fissato per il primo volo al mondo di un velivolo di linea del tutto elettrico, con a bordo dei veri passeggeri. Partendo da percorsi corti e non molto impegnativi, col tempo, si stima che i P-Volt riusciranno a garantire circa 90 minuti di volo, il tutto rispettando e tutelando a pieno l’ambiente.

Il progetto è nato in Norvegia per merito della Widerøe, una delle più grandi compagnie aeree norvegesi, che si occupa prevalentemente delle tratte interne al Paese scandinavo.
A sostenere e rendere possibile la realizzazione di questa iniziativa saranno Rolls-Royce, che provvederà a fornire i motori, e Tecnam, l’azienda italiana che produrrà la fusoliera. Ecco perché, allora, il primo aereo elettrico al 100% al mondo parlerà anche italiano.

Fasi di realizzazioni e caratteristiche dell’aereo elettrico P-Volt

Il rivoluzionario “P-Volt” consisterà in una versione rivisitata del già esistenze modello “P2012” della Tecnam (si tratta di un aereo da trasporto per passeggeri, monoplano e bimotore).

Tecnam P2012 Traveller

Nelle fasi di costruzione Tecnam apporterà accorgimenti e migliorie alla precedente turboelica, per poter incrementare la capienza dei passeggeri fino ad 11 posti. RollsRoyce, invece, fornirà i propri motori elettrici, tra i prodotti di più alta qualità sul mercato attuale. Nel frattempo alla Widerøe spetterà il compito di risolvere le questioni burocratiche relative a concessioni e certificazioni varie.

Questo tipo di velivolo e la sua autonomia di volto si adattano perfettamente alle tratte della compagnia norvegese. Gran parte delle rotte percorse della compagnia, infatti, non superano i 275 chilometri di percorso. Le meno lunghe, addirittura, richiedono poco più di dieci minuti per essere percorse, un lasso di tempo più ideale per iniziare ad usare il P-Volt.

Come ben sappiamo il settore dei trasporti, soprattutto quelli via aria, è una delle maggiori fonti di inquinamento atmosferico. I viaggi in aereo, infatti, producono grandi quantità di anidride carbonica, emessa direttamente nelle zone più alte dell’atmosfera. Per rimediare a questo aspetto dannoso, sempre più compagnie aeree prestano la loro attenzione e incentivano la ricerca di modalità di trasporto più eco-friendly. E quale alternativa migliore per ora, se non l’elettrico?

Aereo elettrico: quali sono i progetti più interessanti?

Le alternative valide sono sempre più numerose e interessanti, spesso frutto di collaborazioni. Abbiamo, ad esempio, il progetto comune di EasyJet e Wright Electric o l’aereo biposto di Pipistrel, una compagnia aerea slovena.

Ad interessarsi a questo tipo di mobilità sono anche aziende più note e rinomate, come Boeing. Proprio l’azienda statunitense, insieme a JetBlue e Safran, sta provando a progettare e realizzare un jet, che sfrutterà la propulsione ibrida. Un altra azienda avanti con la ricerca è Airbus, che già alcuni anni fa ha avviato il progetto “E-Fan X”, insieme a RR e Siemens.

Quali sono i problemi da risolvere?

Tra le problematiche principali da risolvere, al momento, c’è quella del grande quantitativo energetico necessario alle manovre del velivolo. È necessaria tantissima energia che, di conseguenza, richiede un gran numero di batterie capaci di assicurare lo svolgimento del decollo, dell’atterraggio e dell’intero viaggio, qualsiasi siano le condizioni meteo, in totale sicurezza. Per questo motivo le tratte percorse da un aereo elettrico sono ancora molto brevi.

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