L’Italia è in pole position al primo Gran Premio per auto a guida autonoma

Di Giuseppe Izzo

Si chiama Indy Autonomous Challenge, si terrà il 24 ottobre 2021 allo storico circuito di Indianapolis e sarà il primo Gran Premio in assoluto per auto a guida autonoma.

Protagonisti della supertecnologia e rivoluzionaria gara trenta “monoposto” (lasciatecele chiamare così, anche se non prevedono alcun posto!) guidate da software messi a punti dai centri di ricerca delle più prestigiose università del mondo. In griglia di partenza anche la scuderia del Politecnico di Milano!

Cos’è la Indy Autonomous Challenge?

La Indy Autonomous Challenge è una competizione che vedrà sfidarsi una trentina di monoposto a guida autonoma, tutte uguali, visto che le vetture saranno dello stesso modello e fornite dall’italianissima Dallara (azienda di Faenza, ma con una sede negli States proprio ad Indianapolis).
Il progetto è nato da un’idea dell’Energy System Network, che si è occupato dell’organizzazione e della sponsorizzazione, e della Indianapolis Motor Speedway.

Oltre al mero e puro intrattenimento nel nome della velocità e della tecnologia, lo scopo di questo evento è velocizzare lo sviluppo di nuovi software destinati alla guida autonoma, soprattutto in ottica di produzione e commercializzazione di auto stradali. Secondo i dati disponibili, il mercato delle self-driving car varrà oltre 7 trilioni di dollari entro il 2050: ecco perché sempre più aziende sono interessate a questo settore.

Come si svolgerà la gara per auto a guida autonoma?

Le fasi di test sono già iniziate nei mesi scorsi sfruttando un simulatore di realtà virtuale. La prima prova ha valutato l’effettiva automatizzazione delle manovre principali, necessarie a gareggiare. Il secondo test, invece, è stata una gara uno contro uno: a tal proposito, il team del Poli ha raggiunto ottimi risultati, classificandosi secondo in una classifica parziale.

Veniamo alle regole. I team non potranno modificare alcuna componente delle monoposto che andranno a gareggiare. Dovranno limitarsi a caricare il proprio software, frutto di un lavoro di estrema precisione, in grado di riprodurre nei minimi dettagli le azioni che farebbe un pilota professionista.

Per quanto riguarda le monoposto in gara, come già detto, saranno tutte dello stesso modello: la Dallara IL-15. L’azienda assicurerà la produzioni di queste auto, realizzate con un telaio in fibra di carbonio, che monta un motore V8, alimentato a benzina, in grado di raggiungere una velocità di 320 km/h.

La gara si struttura in due fasi: quella di qualificazione e quella di gara. Insomma, come da tradizione. Le qualificazioni dureranno due giorni, fino ad arrivare al sabato con il GP. La corsa durerà 20 giri, al termine dei quali il vincitore si aggiudicherà un milione di dollari. Al secondo e al terzo classificato spetteranno 500mila dollari di premio.

Quali team parteciperanno alla competizione?

Potranno partecipare alla gara solo centri di ricerca universitari specializzati provenienti da ogni angolo del mondo. Sono nate, in questo modo, molte collaborazioni tra università e aziende private: i team iscritti sono oltre trenta.

Per quanto riguarda l’Italia, in realtà, i team nostrano sono due: il PoliMove Racing Team, composto esclusivamente da italiani del Politecnico di Milano e il team delluniversità di Modena, che collaborerà però con quella connazionale di Pisa e quelle straniere di Zurigo e Varsavia. Tra l’altro, è possibile supportare il team del Politecnico, diretto dal prof. Sergio Savaresi, attraverso una campagna di crowdfounding.

L’altra gara per auto a guida autonoma

Effettivamente, una manifestazione simile alla Indy Autonomous Challenge esiste già, o meglio, esisterà in futuro. Il suo nome è Roborace, competizione cestinata a sviluppare software per la guida autonoma, da applicare tuttavia alle autovetture elettriche.

La prima stagione di Roborace inizierà nell’autunno del 2022 e verrà inaugurata da una gara a Las Vegas. L’intero progetto comprende 12 tappe in giro per il mondo. Le dinamiche sono molto simili a quelle descritte in precedenza: stesse auto (al momento 10), diversi software.
E anche in questo caso, il Politecnico di Milano è in prima linea, pronto a partecipare.

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