Così la Laguna di Venezia “rallenta” per accelerare il turismo slow in Italia

Di Redazione

Slow Venice Network” continua a svilupparsi ed evolversi, nel nome della “lentezza”, o meglio, del turismo lento. Nota anche con il nome di “Laguna Nord Slow Experience“, “Slow Venice Network” è un progetto nato da un’idea di Limosa – una cooperativa formata da guide ambientali e tour operator – che si propone di incentivare un tipo di turismo ecosostenibile e rispettoso nei confronti del nostro pianeta. Insomma, un turismo, appunto, slow.

Il Covid-19 ha avuto un fortissimo impatto sull’economia globale, in particolare ha minato le basi di piccole e medie aziende impegnate anche, per non dire soprattutto, nel settore del turismo. Sembra che anche nel 2021 non ci saranno significativi miglioramenti, almeno fino a quando gran parte della popolazione mondiale non sarà vaccinata. In questo clima generale, le aziende volte all’innovazione potrebbero ritagliarsi il proprio spazio nel mercato.

Uno di questo progetti, in Italia, è appunto rappresentato dal gruppo di aziende “Laguna Nord Slow Experience”.  Questa cooperativa, nata nel 2014 ha un obiettivo primario: proporre esperienze di viaggio destinate ad una nuova tipologia di turisti, più interessati e rispettosi dell’ambiente.

Venezia

Il tutto, come detto, è partito da un’idea di Limosa, cooperativa formata da guide ambientali e dai migliori tour operator del Veneto specializzati nel turismo lento.  La particolarità di questo tipo di turismo sta nel valorizzare al meglio poche location, piuttosto che visitare in modo superficiale molti più luoghi. Il tragitto tra le varie mete turistiche è percorso con battelli completamente elettrici ed ecosostenibili, destinati a trasportare fino a un massimo di settanta turisti per volta. 

I fondi necessari per iniziare e portare avanti il progetto sono stati ricavati dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) e i risultati sembrano molto promettenti, dato l’interesse e i feedback ricevuti dai turisti, anche grazie all’ottima qualità dei servizi.

Come tutto il settore turistico, anche “Slow Venice” è in difficoltà a causa dello stop forzato per la pandemia di coronavirus. Il periodo di pausa è, però, anche un nuovo punto di inizio e spunto per nuove idee e progetti, come i percorsi in bici e in barca, ma anche tour tra le maggiori tratte navigabili del Veneto e della Lombardia.

Il turismo slow è ancora in fase di sviluppo nel Bel Paese, ma “Slow Venice” sta ponendo solide basi per un futuro luminoso. Perché, come è noto, chi va piano va sano e va lontano.

Facebook
Twitter
LinkedIn