Smart working sì, smart working no … se famo du’ spaghi

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Italia, terra dei cachi. Ma anche terra di smart working. Anzi, di home working, che è differente. Perché è giusto ed è bene mettere le cose in chiaro fin dal principio: una cosa è il lavoro agile, un’altra cosa è il lavoro da casa.

“Quanti problemi irrisolti ma un cuore grande così”, cantavano Elio e le storie tese a Sanremo (nel 1996), riferendosi al Belpaese, con la loro – intramontabile – La terra dei cachi. Già, quanti problemi irrisolti…

A partire da marzo le nostre vite sono state stravolte causa pandemia di Covid e da mesi a questa parte non c’è chiacchiera da bar priva di un cenno al coronavirus o allo smart working. O “smart worki” per chi non lo sa pronunciare bene. Ma quello al quale sono (stati) costretti milioni di lavoratori italiani, però, non è certo smart working, bensì home working

Ci è voluta una pandemia per far conoscere all’Italia lo smart working. Peccato però che sia, appunto, uno smart working all’italiana: il lavoro sarebbe “smart” perché svolto da casa (ah!) per tutta la settimana (ah!!). Insomma, dal mattino alla sera, siamo passati da zero a cento. Se lo avessimo fatto nel modo corretto si potrebbe allora sorridere, ma lo abbiamo fatto in modo raffazzonato, inanellando errori su errori. Insomma, lo abbiamo fatto all’italiana…

Le dotazioni tecnologiche? La flessibilità? Una nuova cultura aziendale e organizzativa? Queste sconosciute. Eppure sarebbero le basi dello smart working, quello vero. Per lo smart working all’italiana è sufficiente lavorare al portatile sul tavolo della cucina, su una scrivania, oppure – per i più fortunati – in una stanza-studio in casa. Bella roba…

Chi ha lavorato a casa durante il lockdown – o continua a farlo – sa bene che di “smart” in tutto questo c’è ben poco. E lo sanno bene anche le aziende, che (spesso e volentieri) hanno furbescamente mantenuto orari, dinamiche e modus operandi come se si lavorasse in ufficio. Cosa ci sarebbe di smart e agile in tutto questo? Ah, saperlo…!

L’Italia, si sa, non è un Paese per vecchi. Ecco di sicuro non è – ancora e forse non lo sarà mai – neanche un Paese per smart working. Peccato.

Elio e le Storie Tese – La terra dei cachi
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