Carta fatta in casa: come produrla e perché farlo

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Carta fatta in casa, è possibile? Assolutamente sì. Sempre più persone sono attirate dalla produzione domestica di questo materiale per cercare una valida alternativa alla lavorazione industriale.
Nonostante la presa di coscienza green degli ultimi anni, sono ancora troppi i danni che le aziende del settore cartario provocano all’ambiente. E l’autoproduzione può essere una risposta valida, un piccolo passo per aiutare il pianeta in maniera semplice ed economica.

In questo articolo mostreremo, passo dopo passo, come creare la carta con le proprie mani.

Carta fatta in casa: le origini della produzione

Se l’antico Egitto vanta una grande produzione di papiri, è in Cina che nasce la vera carta. Nell’anno 105 l’ufficiale di corte Ts’ai Lun inizia a lavorare la corteccia dell’albero di gelso fino a ottenere un materiale da trattare e filtrare in uno stampo di bambù. Quello che ottiene sono i primi fogli di carta della storia.

Con la battaglia del Talas del 751, gli arabi apprendono i segreti della lavorazione cinese e la diffondono in Europa. La carta inizia, così, un lungo viaggio che la perfeziona attraverso l’impiego di vari materiali e tecniche, fino ad arrivare alle lavorazioni delle fabbriche odierne.
E nell’era moderna la carta è utilizzata non solo per tracciare segni indelebili, ma anche come involucri dei desideri consumistici imposti dalla società.

produzione carta

I dati allarmanti della produzione industriale

La carta è uno strumento prezioso, ma spesso la sua produzione ha effetti devastanti. Secondo il WWF oltre il 40% degli alberi abbattuti nel mondo serve per la produzione di carta. E per far fronte alle continue richieste di mercato, le aziende sconfinano nelle piantagioni vergini distruggendo intere foreste.

Greenpeace afferma che dal 1961 la produzione di polpa di legno e cellulosa è quasi triplicata in tutto il mondo.
Gli effetti negativi sono molteplici e spaziano dai consumi energetici alle emissioni atmosferiche, fino alla precarietà di molti animali. Come le famose tigri di Sumatra – ormai specie in pericolo di estinzione – morte intrappolate nelle piantagioni per la produzione di cellulosa dell’Asia Pulp and Paper, società gestita dal Sinar Mas Group, uno dei maggiori produttori di carta al mondo.

carta produzione alberi

E l’Italia?

Secondo l’ultimo rapporto di Assocarta, con riferimento 2018 – 2019, il consumo dell’industria cartaria italiana è pari a 10,08 milioni di tonnellate.
Sul totale dei consumi, il 50,2% è costituito da materia seconda, il 35,4% da fibre vergini e il 14,4% da materiali non fibrosi come carbonato di calcio, amidi, sbiancanti.
Il Paese importa il 94,1% della pasta per carta (cellulosa da fibre vergini), principalmente dall’Europa e da foreste certificate.

Il tasso di riciclo lordo dell’Italia (rapporto tra raccolta finalizzata al riciclo e produzione interna) è pari al 73,7%. E’ invece pari al 56,8% il tasso di riciclo netto (rapporto tra l’utilizzo interno di materiale riciclato e la produzione interna) dovuto alla presenza significativa di produzioni che fanno un maggior impiego di fibre vergini (carte speciali, carte per uso igienico-sanitario).

Si tratta di valori coerenti con la media europea, ma l’obiettivo green è ancora lontano.
E a questo proposito, il rapporto sottolinea la necessità di una riconversione totale dell’industria cartaria verso produzioni a più alto contenuto di carta riciclata.

carta fatta in casa riciclo

Carta fatta in casa: una scelta consapevole

Spesso i grandi cambiamenti iniziano da piccoli accorgimenti. L’acquisto di legname e carta accompagnati sempre dalla tracciabilità o l’impiego totale di carta riciclata nel processo produttivo, possono essere molto utili.
Ma il cambiamento può avvenire anche in casa, scegliendo l’autoproduzione.
Una scelta di lavorazione/consumo consapevole, nel pieno rispetto dell’ambiente e del proprio futuro.

Vuoi sapere come si fa la carta fatta in casa? Te lo spieghiamo nel video.

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