La top 10 dei palazzi e grattacieli di Torino da conoscere e visitare almeno una volta nella vita, perché come Victor Hugo ci ha insegnato nella monumentale descrizione della capitale francese a volo di uccello dalle torri della cattedrale di Notre Dame, ammirare una città dall’alto può essere un’esperienza appagante per i sensi e per l’anima.
Il panorama che sia apre agli occhi dai palazzi più alti permette di cogliere l’anima della città che si estende ai nostri piedi, sfuggendo il complesso dedalo di viavai, passaggi, strade e vicoli che ne forgiano il corpo. Ecco perché raggiungere i belvedere in cima ai grattacieli dovrebbe essere una delle “cose” da spuntare nelle attività da fare in giro per il mondo.
Storia e curiosità dei grattacieli torinesi
Prima di addentrarci nella lista dei grattacieli di Torino, vale la pena fare un passo indietro e raccontare come il capoluogo piemontese sia arrivato a costruire un proprio skyline verticale, fatto di torri, acciaio e cemento armato.
Torino ha una relazione con l’architettura in altezza che affonda le sue radici nel Novecento. È proprio negli anni del Ventennio fascista che nasce la prima vera torre cittadina: la Torre Littoria, inaugurata nel 1934, aveva l’ambizione di simboleggiare il potere del regime e segnare visivamente il paesaggio urbano. Con i suoi 87 metri — cui si aggiunge un’antenna metallica — rimase a lungo il punto più alto della città, tanto da guadagnarsi il nome popolare di Ël dil dël Dus, il dito del Duce.
Il dopoguerra e il boom economico degli anni ’60 portarono una nuova ondata costruttiva, legata all’industrializzazione e alla crescita della città-fabbrica: è in questo periodo che vengono edificati il Grattacielo Rai in Via Cernaia e la Torre Cselt, espressione di un’Italia che guardava con ottimismo al futuro tecnologico. L’automobile, cuore pulsante dell’economia torinese, lasciò anch’essa il suo segno nell’architettura verticale: la Torre Lancia, progettata nel 1953, nacque proprio come sede dell’omonima casa automobilistica.
La vera svolta però arrivò nel nuovo millennio, quando Torino cominciò a reinventarsi dopo la deindustrializzazione. Le Olimpiadi invernali del 2006 furono un catalizzatore di trasformazione urbana, e la città aprì le porte a grandi firme internazionali: Renzo Piano firmò il Grattacielo Intesa Sanpaolo — uno degli edifici più sostenibili d’Europa — mentre Massimiliano Fuksas progettò la nuova sede della Regione Piemonte, destinata a diventare l’edificio più alto della città con i suoi 209 metri. Non è un caso che, tra i grattacieli di Torino, convivano oggi un simbolo del fascismo, un’icona della televisione pubblica, la sede di una grande banca e il monumento più famoso d’Italia, la Mole Antonelliana: ogni torre racconta un’epoca diversa, insieme formano la storia verticale di una città sempre in evoluzione.
I grattacieli della bellissima Torino
Tra i capoluoghi italiani che più si lasciano ammirare dall’alto c’è Torino, prima capitale del Regno d’Italia, e importante centro economico e culturale del Paese. Tra edifici storici e complessi moderni fatti di acciaio e cemento, il capoluogo piemontese non manca di architetture verticali, con altezze anche vertiginose. Scopriamo quindi quali sono i grattacieli di Torino.
Il grattacielo più alto di Torino: Regione Piemonte

Al primo posto degli edifici più alti di Torino c’è il progetto di Massimiliano Fuksas, la nuova sede unica della Regione Piemonte, che dovrebbe essere terminata entro il 2021 e raggiungere un’altezza di 209 metri.
Il grattacielo della Regione Piemonte di 42 piani ha fatto molto parlare di sé anche e soprattutto perché i lavori durati 10 anni si sono discostati dal progetto originario firmato dall’architetto, che infatti ha disconosciuto la paternità dell’opera.
Mole Antonelliana

Con i suoi 167,5 metri, la Mole Antonelliana non è proprio un edificio che ti aspetti in una classifica di grattacieli, ma di fatto è la seconda torre più alta di Torino, nonché monumento simbolo della città. Progettata dall’architetto Alessandro Antonelli, da cui prende il nome, la Mole oggi ospita sede del Museo nazionale del cinema.
Grattacielo Intesa Sanpaolo

Al terzo posto degli edifici più alti di Torino spicca con i suoi 167,25 metri di altezza il grattacielo Intesa Sanpaolo progettato dall’architetto Renzo Piano.
É situato nelle immediate vicinanze della stazione Torino Porta Susa.
Torre Littoria

La Torre Littoria era stata inizialmente deputata a ospitare la sede del Partito Nazionale Fascista e da qui deriva il soprannome Ël dil dël Dus, il dito del Duce. Con i suoi 19 piani e 87 metri di altezza (109 con l’antenna metallica che la sormonta), è il quarto edificio più alto di Torino.
Torri Michelin Nord

Nel quartiere Borgata Vittoria di Torino, tre edifici svettano nello skyline della città: sono le Torri Michelin Nord o Torri di Corso Mortara, tre grattacieli tutti da 21 piani di altezza che devono il nome allo stabilimento del noto marchio francese di pneumatici che un tempo sorgeva proprio in quell’area. La torre centrale di 78 metri , nota anche come “Torre Blu”, è il quinto grattacielo più alto di Torino.
Torre Cselt

Tra i più alti grattacieli di Torino, con i suoi 75 metri di altezza, c’è anche la Torre Cselt. Progettata dall’architetto Nino Rosani per il Centro Studi E Laboratori Telecomunicazioni, fondato nel capoluogo piemontese nel 1961, ha ospitato uno tra i più importanti centri di ricerca mondiali nella ricerca applicata nel campo delle telecomunicazioni.
Qui sono disponibili alcune foto storiche della Torre Cselt raccolte dall’Archivio Storico del Gruppo Tim.
Grattacielo Rai

Il volo d’uccello sulla città di Torino scende a quota 72 metri per raggiungere la sommità del grattacielo Rai in Via Cernaia. Costruito negli anni ’60 dagli architetti Domenico Morelli e Aldo Morbelli, l’edificio presenta un grande parallelepipedo di vetro e acciaio di 18 piani fuori terra, affiancato da due corpi più bassi. La costruzione sfrutta le preesistenti fondamenta costruite per la Torre Littoria, che fu invece poi edificata in Via Viotti.
Residenza La Torre

Progettata dallo studio Picco Architetti e completata nel 2006, la torre, nota anche come Torre Valdocco, fronteggia il parco scientifico e tecnologico Environment Park, e si erge sul restante complesso residenziale che comprende circa 1352 alloggi, suddivisi in palazzine tra i cinque e i dodici piani, collegate tra loro da passerelle perdonali sopralevate.
Articolo completo: Residenza la Torre di Torino, tra fibrocemento, “vuoto” e legno
Case-Torri Di Vittorio

Le due torri Di Vittorio rappresentano il primo impatto visivo per chi entra a Torino dall’A4. Gli edifici si sviluppano per un’altezza di circa 70 metri fino al tetto, sormontato da grosse insegne pubblicitarie, e ospitano 21 piani ciascuno.
Torre Lancia

La Torre Lancia, ispirata nelle linee dal cugino Pirellone di Giò Ponti e progettata nel 1953 dall’architetto Nino Rosani, lo stesso della Torre Cselt, rappresenta uno dei simboli architettonici del quartiere di Borgo San Paolo. Costruita per diventare la sede dell’omonima casa automobilistica, qui rimase fino al 2005, quando l’area iniziò il suo processo di rigenerazione urbana che continua ancora oggi.
Torri HF – Parco San Paolo
Le Torri HF rappresentano l’aggiunta più recente allo skyline di Torino, nonché la più significativa testimonianza della trasformazione urbana che sta ridisegnando il quartiere di Borgo San Paolo. Sorte sull’area degli ex stabilimenti Lancia — lo stesso sito storico dove per decenni venivano assemblati i veicoli dell’omonima casa automobilistica — le due torri residenziali fanno parte del più ampio progetto Parco San Paolo, promosso dalla società Fulvia S.p.A. su un’area di circa 60.000 mq tra via Caraglio, via Monginevro, via Issiglio e via Lancia.
Con i loro circa 17 piani fuori terra e un’altezza stimata tra i 65 e i 70 metri, le Torri HF si affiancano idealmente all’adiacente Grattacielo Lancia — storico landmark del quartiere — portando avanti un dialogo ideale tra passato industriale e presente residenziale. Gli appartamenti, tutti in classe energetica A, sono stati progettati con tecnologie a basso consumo energetico e dotazioni di alto livello, posizionandosi nella fascia premium del mercato immobiliare torinese. Il complesso include anche una grande piazza pubblica — di proprietà privata ma aperta ai cittadini — oltre a una RSA e spazi commerciali, configurandosi come un vero e proprio nuovo pezzo di città.