Il Bosco Verticale sta facendo scuola nel mondo

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Il Bosco Verticale di Milano sta crescendo… in tutto il mondo. Il modello di architettura green progettato da Stefano Boeri è diventato un’eccellenza italiana da esportare all’estero. Il dittico composto da due torri ricoperte di alberi era già stato riconosciuto nel 2015 dal Council on Tall Buildings and Urban Habitat come “grattacielo più bello e innovativo del mondo”, e oggi è diventato l’edificio più instagrammato al mondo. Ci sarà un motivo.

L’idea alla base del progetto, in effetti, è tanto semplice quanto rivoluzionaria: ricoprire di verde ogni possibile superficie. Così, il Bosco Verticale ospita 480 grandi alberi, 250 piccoli alberi, 11mila piante e 5mila arbusti che migliorano la qualità dell’aria e mitigano l’effetto di calore urbano. Le nuove generazioni lo hanno preso come modello a cui ispirarsi. Niente di architettonicamente innovativo (direbbero gli architetti), ma una vera e propria idea di stile in grado di accelerare la sensibilità del mondo verso la sostenibilità ambientale.

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Le intenzioni di intervento per realizzare boschi verticali nel mondo

Il bosco verticale cresce nel mondo, dall’Europa alla Cina

In poco tempo il Bosco Verticale di Milano è diventato simbolo e icona che ha interessato e incuriosito non solo i nostri connazionali. L’architettura integrata al verde è diventata un modello internazionale di buona pratica di cui andare fieri. La conseguenza? Ad oggi Stefano Boeri Architetti sta realizzando boschi verticali in diverse parti del mondo, non solo in Europa.

La torre dei cedri di Losanna

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Si tratta di una torre a destinazione prevalentemente residenziale che verrà costruita nella località di Chavannes-Près-Renens, vicino a Losanna, Svizzera. Non solo una torre, ma un vero e proprio bosco verticale dove gli abitanti convivono con il mondo vegetale. In particolare, il principale residente degli spazi della torre sarà l’albero del cedro, previsto in diverse varietà. Nello specifico saranno presenti più di 80 grandi alberi, insieme ad arbusti e altre piante di vario taglio e specie, per una superficie di piantumazione complessiva pari a circa 3.000 metri quadrati.

Il bosco verticale di Tirana

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Sorge nei pressi del grande parco della capitale albanese – il Parku i Madh i Tiranë – e ospita 145 alberi e 3.200 tra piante e arbusti. Il dettaglio delle vetrate a tutta altezza permette di massimizzare il rapporto con il panorama cittadino e il verde integrato all’edificio, il quale è in grado di svolgere un’azione mitigatrice dell’inquinamento atmosferico. Vista l’ubicazione in una capitale del Mediterraneo, il bosco verticale di Tirana ospiterà essenze tipiche dell’ecosistema in questione, tra cui arbusti di colori vividi e piante profumate di mirto e rosmarino.

Il complesso verde di Utrecht

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Il complesso olandese accoglierà sulle facciate circa 10.000 piante di 30 specie diverse, equivalenti alla vegetazione di un ettaro di bosco: un vero e proprio ecosistema urbano, in grado di produrre circa 41 tonnellate di ossigeno ogni anno. Grazie all’azione di filtro compiuta dalle foglie, si prevede poi una significativa riduzione dell’escursione termica tra l’esterno e l’interno degli appartamenti, con una proporzionale riduzione dei costi di condizionamento energetico.

La foresta verticale di Eindhoven

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Battezzata Trudo Vertical Forest, la torre olandese di Eindhoven progettata da Boeri è il primo modello di bosco verticale applicato all’edilizia sociale. Per ogni appartamento è previsto un affitto calmierato e una metratura contenuta (meno di 50 mq), che dispone però di un terrazzo di oltre 4 metri quadri contenente 1 albero e 20 cespugli. Nel complesso, la torre residenziale di Eindhoven sarà in grado di ospitare ben 125 alberi di varie specie, a cui si aggiungeranno circa 5.200 tra arbusti e piante di più piccolo taglio.

La foresta bianca di Parigi

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La Forêt Blanche si articola con un forte sviluppo in altezza, dove il disegno delle facciate è fortemente caratterizzato da un sistema di terrazze e balconi verdi. A questi spazi – propri di ciascun alloggio – si sommano quelli pubblici, a partire dalla scenografico green rooftop dell’edificio. La peculiarità del primo bosco verticale francese? La struttura portante in legno e l’utilizzo di pannelli di tamponamento portanti in XLam (mentre i nuclei verticali sono in calcestruzzo).

Il bosco verticale di Nanjing

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Il primo bosco verticale cinese. Le due torri che compongono il complesso sono caratterizzate dall’alternarsi di balconi e vasche verdi sul modello milanese. Lungo le facciate ospitano 600 alberi di grandi dimensioni, 200 alberi di taglio medio insieme a oltre 2.500 arbusti e piante a caduta che andranno a coprire una superficie di 4.500 metri quadri.

La foresta verticale urbana di Huanggang

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L’Easyhome Huanggang Vertical Forest City Complex si estende su una superficie di 4,54 ettari nella provincia di Hubei. Il complesso integra hotel, grandi spazi commerciali e due torri residenziali che costituiscono un nuovo tipo di bosco verticale. I prospetti comprendono elementi a sbalzo che interrompono la regolarità dell’edificio e generano una combinazione di balconi aperti e chiusi movimentata ulteriormente dalla presenza di alberature e arbusti selezionati tra le specie locali.

Dal bosco verticale alla città-foresta

Quelle presentate sono tutte realizzazioni che contribuiscono alla riduzione delle emissioni di CO2 e del consumo energetico per il condizionamento degli interni. Le specie vegetali vengono scelte sulla base della flora originale delle regioni in cui vengono costruiti gli edifici, cercando di riscoprire essenze dimenticate. Una soluzione che aggiunge valore al progetto in termini di biodiversità, attrattività e identità.

La forestazione urbana ha avuto così tanto successo che i lavori di Stefano Boeri Architetti adesso si pongono come obiettivo il superamento del singolo grattacielo per arrivare a realizzare interi quartieri verdi. È il caso di Shijiazhuang, città cinese con il più alto tasso di inquinamento, che Boeri vorrebbe trasformare in una Città-Foresta.

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